Un attentato suicida ha colpito, stamattina, gli uffici del capo della polizia a Kabul uccidendo un ufficiale e ferendone altri sei, insieme a un bambino. Il capo della della polizia della capitale afghana,il Generale Mohammad Zahir ha dichiarato: “un attentatore suicida in uniforme militare ha condotto un attacco al terzo piano della costruzione, dove il mio ufficio era localizzato” e che “io sto bene, ma uno dei miei migliori ufficiali, il comandante dello staff Yassin Khan, è stato ucciso insieme ad altri 6 feriti” aggiungendo infine “investigheremo su come sia entrato nel quartier generale della polizia“.

La preoccupazione infatti è tanta, visto che l’insieme degli edifici che compongono il quartier generale della polizia è uno dei più fortificati della capitale, insieme agli uffici del governatore provinciale di Kabul e alla corte d’appello. Il portavoce del ministro degli interni, Sediq Sediqqui, ha dichiarato che l’esplosione avvenuta nell’ufficio del capo della polizia è avvenuto intorno alle 9 di mattina locali, ovvero alle 5 e mezza mattutine in Italia.

Due ore prima l’esplosione, un’altra era stata riportata a Kabul, come dichiarato dal portavoce del ministro della difesa Mohammad Zahair, il quale ha aggiunto che aveva come bersaglio un veicolo dell’esercito afgano e che, per fortuna, non ha riportato feriti. I talebani hanno reclamato la responsabilità per tutti e due gli attacchi: Zabiullah Mujahid, un portavoce dei talebani, ha affermato sul suo account twitter che: “questa mattina, intorno alle 9, un attacco martire è stato condotto da Maulawi Yaya Badakhshani dentro il quartier generale della polizia di Kabul dove consiglieri stranieri e la polzia si stavano incontrando“.

Queste esplosioni, però, non sono casi isolati, infatti, il 21 ottobre scorso vi era stato un altro attentato, dove avevano perso la vita ben quattro soldati afghani, ferendone un’altra dozzina, più 6 civili, colpiti da una bomba messa sulla strada dai talebani. Kabul, purtroppo, è regolarmente colpita dalle bombe dei Talebani, con i militari, polizia e gli ufficiali di governo continuamente sotto bersaglio, nonostante le sempre più alte misure di sicurezza con posti di blocco, di guardia e convogli armati.

Le operazioni di contrasto ai Talebani sono ormai condotte, nella maggior parte dei casi, dall’esercito e dalla polizia Afghana, ma è indubbio che la stabilità nazionale potrebbe essere in grave pericolo, nel caso in cui la coalizione Nato decidesse di ritirarsi dal paese. Quest’anno, più di 4600 soldati e poliziotti afghani sono morti in combattimento, in accordo con le recenti dichiarazioni statunitensi.

Traduzione dell’articolo: http://www.aljazeera.com/news/asia/2014/11/blast-hits-kabul-police-chief-headquarters-201411952033611890.html

Fabio Scala