Lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL) può contare anche sull’appoggio dei jidahisti in Egitto. Ad annunciarlo sono stati gli estremisti egiziani, gli Ansar al-Bayt Maqdis, in una videoclip di 9 minuti e 26 secondi, pubblicato sui principali social media e su Youtube.

“Dichiariamo il nostro impegno di fedeltà al califfo, per ascoltare e obbedire” hanno detto, postando il video anche sull’account Twitter dell’organizzazione, per poi rivolgersi, esattamente come altri prima di loro, ai musulmani di tutto il mondo affinché anch’essi abbraccino la causa dell’ISIL. “La vostra unione fa la forza e la vostra divisione è debolezza. Determinate il vostro destino, unitevi e sostenete il vostro Stato Islamico.

Tuttavia la videoclip e le dichiarazioni degli Ansar al-Bayt Maqdis, sono da prendere con le pinze: le forze dell’ordine egiziane non hanno né confermato e né smentito l’autenticità del video, ma nel caso in cui fosse vero, il sostegno dei jihadisti egiziani all’ISIL sarebbe una spinta in più per lo Stato Islamico nel portare a termine la propria missione in Medio Oriente.

A fronte di questo, Hany Abdel Latif , portavoce del ministero dell’Interno, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’agenzia di stampa AFP. “Sono solo nomi diversi per gli stessi terroristi“, ha detto, aggiungendo che “l’annuncio non fa fatto alcuna differenza per lotta dell’Egitto contro gli jihadisti“.

Ma chi sono realmente gli Ansar al-Bayt Maqdis?

Anzitutto c’è da specificare che il significato letterale dell’organizzazione jihadista egiziana, è “partigiani di Gerusalemme” e la sede prescelta in cui operare è la penisola del Sinai.

Nati nel 2011 dal vuoto politico creato durante la Primavera Araba e la caduta del governo di Hosni Mubarak, gli Ansar al-Bayt Maqdis hanno fin da subito condotto attacchi terroristici contro il vicino Israele e le forze militari egiziane.

Proprio su quest’ultimo punto, nella giornata di venerdì scorso, gli jihadisti del Sinai hanno dichiarato di voler intensificare i propri attacchi ai danni di convogli militari egiziani, impegnandosi dunque in una “guerra senza fine, continuando a combattere l’esercito fino al giorno del giudizio“.

Un’organizzazione dunque da tenere fortemente sotto d’occhio, soprattutto a seguito del presunto giuramento al califfo dell’ISIL che, a detta dell’espero della penisola del Sinai presso il Centro egiziano di scienze economiche e sociali, Ismail al-Iskandarani, porterebbe gli Ansar al-Bayt Maqdis a ricercare nuove reclute in Egitto, tra coloro che sono convinti che “sia in corso una guerra da parte dei crociati occidentali“.

Questa“, ha detto Ismail al-Iskandarani, “è una sfida alla coalizione internazionale contro l’ISIL, ma anche alla sicurezza egiziana. Ѐ un modo per dire che lo Stato islamico è qui, quindi non c’è bisogno di infiltrarsi in Siria per aderire“.

Maria Stella Rossi