ARZANO – Dopo innumerevoli inadempienze e lentezze burocratiche è stato costituito su disposizione del commissario Maria Santorufo l’ufficio espropri.

Svariate sono le vie di Arzano dove sono stati avviati l’esproprio e l’acquisizione di beni confiscati alla camorra ,dal valore di diversi milioni di euro. Tra queste ritroviamo  via Annunziata, via Tenente Barone e II° traversa Colombo.

Per quanto riguarda gli  immobili confiscati sono previsti molti progetti per l’uso sociale di essi, tuttavia tali piani sono fermi da anni o addirittura risultano non essere mai decollati . La causa è da ricercarsi nella penuria delle informazioni, nella insufficiente sensibilità e nell’incapacità del sistema. Si tratta quindi di un iter lento, le cui radici affondano nei tempi relativamente lunghi che passano dalla confisca alla relativa assegnazione. Secondo la legge 109 del 1996  non dovrebbero trascorrere oltre cento giorni, ma la realtà è ben diversi. In barba alla legge si parla invece di un periodo di tempo che va da un anno finanche a venti anni , specie per i beni aziendali.

Nella fattispecie, il caso di Arzano si pone come il più emblematico. Nel lontano 1996 avviene infatti la confisca di un locale di 140 mq sul Corso D’Amato adibito a macelleria, proprietà di un Camorrista di san Giuseppe vesuviano.Il caso, dopo svariate trafile burocratiche arriva alla commissione prefettizia che  con propria delibera acquisiva al patrimonio comunale, variandone la destinazione d’uso. Fino ad ora sarebbero stati diversi i soggetti interessati che hanno dichiarato idonea la struttura, che da anni giace invece nel più completo stato di fatiscenza.

Per risollevare la situazione si è parlato anche di una convenzione con il “consorzio Sole” della provincia di Napoli, responsabile proprio della ricerca di associazioni disponibili all’affidamento dei progetti che gravitano sul sociale, ma il tutto è rimasto sospeso nel nulla.

A intervenire è anche il giornalista anticamorra Camillo Rubbio, il quale dichiara: “sarebbe opportuno che il comune alla luce dei ritardi non percettibili dai cittadini, desse segnali concreti ed inequivocabili sul versante dei beni confiscati alle mafie. In questo paese c’è la camorra, una camorra, lo dimostrano le minacce e gli ultimi arresti ad opera dell’Arma dei Carabinieri di Arzano.Bisogna dare segnali forti che siano da esempio alle generazioni future”.Di fronte all’evidente stato di ritardo in cui versano le cose,che l’ufficio appena istituito faccia partire quanto meno gli espropri fermi al palo.

Anna Ruocco