Si è svolto ieri, in data 9 novembre, il referendum in Catalogna, regione autonoma del Regno di Spagna. La consultazione si è svolta in un clima tutto sommato pacifico, specialmente se consideriamo che il referendum non ha alcun valore legale, né tanto meno costituzionale.
Dopo la decisione del Governo di Madrid di vietare il referendum in Catalogna, molte sono state le reazioni a quella che doveva essere la “giornata dell’indipendenza”, secondo gli indipendentisti. Il partito di Artur Mas, Generalitat de Catalunya, che ha guidato il processo verso l’autodeterminazione del popolo catalano ha quindi deciso di promuovere ugualmente il referendum, al quale hanno partecipato 2.305.290 persone.

Le domande poste erano due. La prima chiedeva agli elettori se fossero d’accordo nel promuovere la Catalogna al rango di “Nazione”. La seconda questione posta riguardava se questa nuova Nazione avrebbe dovuto essere indipendente dalla Spagna. L’80.76% dei partecipanti ha votato sì per entrambe le questioni, mentre un 10.07% ha votato sì alla prima opzione ma non è d’accordo alla completa indipendenza della Regione. Infine, solo il 4.54% degli elettori si esprime contro entrambe le opzioni, mentre il resto delle schede sono schede bianche o nulle.

Nel referendum in Catalogna ben 1.861.753 persone si esprime nettamente per un sì, in quella che sembra un chiaro segnale in favore dell’indipendenza. Tuttavia, bisogna considerare molti fattori, che fanno spostare l’ago della bilancia molto più verso il centro. Secondo le ultime stime dell’INE, riportate dal quotidiano spagnolo El Pais, il totale degli aventi diritto al voto sarebbe di ben 6.228.531 persone. In totale sarebbero circa 5,4 milioni i cittadini catalani aventi più di 16 anni, ai quali si sommerebbero più di 900.000 residenti regolari, che avrebbero diritto di voto. Se si fanno bene i conti, l’affluenza alle urne risulta molto bassa, e si attesterebbe attorno al 37.02%. È inoltre presumibile che gran parte della gente che non è andata a votare ieri starebbe dalla parte del no, in quanto per essi questo referendum non avrebbe alcun significato.

La partita per il referendum in Catalogna appare quindi molto serrata, e stando a questi dati gli indipendentisti potrebbero benissimo non essere la maggioranza. Appare sullo sfondo una terza opzione, segnata da questo referendum. E se la Catalogna diventasse una nazione senza indipendenza? Se insomma diventasse una repubblica autonoma ma sotto il controllo della corona di Madrid? Le autonomie locali iniziano a pesare nella politica europea, e sullo sfondo appare l’antica rivalità spagnola, giocata tra Madrid e Barcellona, tra Artur Mas ed i politici della capitale madrilena.

Tutti i dati potete trovarli qui, direttamente dal quotidiano spagnolo El Paìs.

Nicola Donelli