La Digos aveva assegnato al leader leghista una scorta, ma il cambio di programma non sarebbe stato comunicato a chi si occupava della sua difesa. Dopo le sassate sulla sua auto, perché lanciate da un gruppo di militanti appartenenti ad alcuni centri sociali dopo essere stati investiti, la Digos avrebbe ricostruito i fatti smentendo Matteo Salvini.

Lo spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: “c’erano 80 poliziotti al campo rom, ma il leader leghista ha cambiato il programma. Lo staff del segretario non avrebbe avvisato la Digos”. Perché Salvini sarebbe stato obbligato a far conoscere tempestivamente “i propri spostmenti, luoghi di sosta e di soggiorno”. Salvini smentito dalla ricostruzione fatta, perché, come scrive il Corsera “l’attacco violento degli appartenenti ai centri sociali poteva essere evitato se Salvini avesse rispettato il programma messo a punto dal questore Vincenzo Stingone proprio per evitare qualsiasi tipo di contatto”.

Parrebbe, quindi, che tutta la preparazione sia stata inutile, perché il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ha rifiutato di essere accompagnato nel viaggio, come riporta il Corsera: “Alle 11.50, non ricevendo alcuna notizia, il capo della Digos di Bologna invia un sms a Bergonzoni per sapere a che punto del viaggio siano. Scopre così che non solo non c’è stato alcun avviso al momento di entrare in città, ma che Salvini è già nel piazzale dell’Hippobingo, dunque a poco più di un chilometro dall’ingresso del campo (…) E’ un inaspettato cambio di programma. Il funzionario comunica a Bergonzoni di attendere perché invierà immediatamente la “staffetta” sul piazzale e le raccomanda di non far muovere la vettura di Salvini. Neanche due minuti dopo è lei a richiamare per chiedere aiuto ”perchè siamo stati aggrediti”.”

I sindacati di polizia hanno, poi, attaccato Salvini: “Il servizio di ordine pubblico c’era ma se lo staff del leader della Lega non comunica che ha organizzato la conferenza stampa in un posto diverso da quello previsto, non si può pensare che i poliziotti abbiano la sfera di cristallo. Per questo chiediamo a Salvini di accertare perché il suo staff è stato disattendo esponendolo a quel rischio, oppure c’è dell’altro”.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.