Per chi sperava che i grandi paesi, quando si incontrano, arrivano sempre a un accordo, rimarrà certamente deluso, eppure non tutto è perduto: in questi due giorni, infatti, Iran, Stati Uniti e l’Unione Europea hanno avuto due giorni di incontri in Oman su un tema decisamente scottante: il programma nucleare dell’Iran.

Non è stato, purtroppo, raggiunto nessun accordo immediato, ma comunque si è definito un percorso a tappe da seguire che dovrebbe portare a un trattato o simili il 24 novembre. Gli ultimi due giorni, il segretario di Stato degli Stati Uniti, John Kerry, il ministro degli Esteri Iraniano, Mohammad Javad Zarif, hanno cercato di superare le profonde differenze, di fugare sospetti reciproci e portare finalmente a un punto di svolta i rapporti tesi che vi sono da almeno 12 mesi. Le dichiarazioni pubbliche di John Kerry e Mohammad Javad Zarif non fanno pensare a possibili accordi in questo momento e, alla domanda “se stessero facendo progessi“, i due hanno commentato brevemente: Zarif infatti ha risposto che “lo faremo in futuro“, mentre Kerry “Stiamo lavorando duramente“.

Dopo la conclusione dei colloqui nella giornata di ieri, inoltre, sia il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, sia il vice ministro degli Esteri Iraniano esprimevano che in questi due giorni poco si era raggiunto, ma che vi era ancora tempo per un accordo. La delegazione Iraniana, tra l’altro, è sotto pressione, in quanto l’Iran è soggetta a sanzioni da molti paesi e solo raggiungendo un accordo soddisfacente per tutti, si potrà avere un allentamento, Obama, infatti, ha dichiarato che le sanzioni sarabbero state “ridotte lentamente” solo se Teheran rispetterà i propri obblighi.

Il punto focale su cui la discussione verte è sul numero e il tipo di centrifughe sull’arricchimento dell’Uranio in Iran, che teoricamente potrebbero ottenere il permesso di funzionare ancora, in cambio di alcune sanzioni e rigorose ispezioni dei suoi siti nucleari, per evitare che possa essere prodotta alcun esplosivo nucleare. L’Iran comunque nega che è alla ricerca di una bomba nucleare e afferma che lo scopo è solo quello di produrre energia elettrica dal nucleare, per ridurre la dipendenza del paese dai combustibili fossili, richiedendo un aumento massiccio della capacità di arricchire l’uranio nei suoi prossimi anni.

Teheran, quindi, premerebbe per ottenere questa capacità entro 5 anni, ma i paesi “nucleari”, ovvero Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia, Stati Uniti, più la Germania, avrebbero suggerito che il minimo di anni necessari affinché si possa raggiungere un accordo siano almeno il doppio.

Fabio Scala