Nel panorama internazionale delle trattative di calciomercato sono tante le personalità di spicco che influiscono pesantemente sulla buona riuscita di un trasferimento, ed altrettante sono quelle che si circondano di agenti, procuratori e mediatori che seppur restando nell’ombra decidono le sorti dei propri assistiti a favore o meno di determinati club. Carmine Raiola è uno di questi.

Nato a Nocera Inferiore (provincia di Salerno) da una famiglia di umili origini, all’età di circa un anno si trasferisce ad Harleem nei Paesi Bassi con i genitori (originari di Angri); educato con le ferree regole di un codice d’onore che il nonno Giuseppe apprese al fronte di guerra. A vederlo ora sembrerebbe un sempliciotto ma, come spesso capita, l’apparenza inganna, fosse anche solo per il fatto che parla in 7 lingue diverse: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, olandese e tedesco. Personaggio a volte controverso, si fa largo con la sua unica licenza di studi (diploma maturità classica) in una realtà professionale, quella del calcio, fatta di intrighi e di veri e propri squali sia mediatici che tecnici.

All’età 20 anni fonda la Intermezzo (società d’intermediazione), da responsabile del settore giovanile dell’Harleem ne diventa il D.S. e poco dopo, grazie ad un accordo con il sindacato dei calciatori viene eletto rappresentante dei giocatori olandesi all’estero. Col tempo, anche Mino è stato bersaglio di critiche e malvolenze da parte di chi lo considera tutt’ora una scomoda presenza, soprattutto per alcune squadre di club italiane e non, le quali temono a causa sua, la partenza dei propri top player di cui detiene la procura in toto o in parte; basti pensare ad Ibrahimovic, Balotelli, Pogba ecc. Il suo successo però nasce dal basso, delle squadre di categorie inferiori, di periferia, proprio come la cittadina in cui nacque 47 anni fa.

Mino-RaiolaL’Olanda è la sua roccaforte europea ed è da lì che è partita la sua avventura, portando alle luci della ribalta giovani promesse del calcio, che probabilmente senza la sua procura tali sarebbero rimaste. Attualmente vanta un bacino di oltre 270 assistiti in tutto il mondo, gestiti anche grazie allo staff di scout e mediatori di cui si è circondato.

Di pari passo con la sua ascesa nel mondo del calcio fonda le figlie de la Intermezzo ovvero la Maguire Tax e Legal di Amsterdam e la Sportman di Montecarlo, con uffici di rappresentanza in Brasile, Olanda e Repubblica Ceca. Le sue percentuali di commissione doppiano quelle di altri suoi colleghi illustri come Ernesto Bronzetti e Kia Joorabchian, che spesse volte hanno dovuto cedere alle condizioni di trattativa imposte dallo stesso Mino, il quale detiene una sorta di vero e proprio monopolio meritatamente conquistato, sulle giovanili europee del nord est.

E’ uno fra i primi 10 procuratori calcistici più ricchi al mondo e si contende i migliori top player con Jorge Mendes. Senza ombra di dubbio ci ha saputo fare ed è per questo che molti altri operatori del settore, seppur partenti da una posizione avvantaggiata e privilegiata, storcono il naso.

Ricordiamo a chi l’avesse dimenticato, che con per altri 6 anni (10 in totale) percepirà un milione di euro annuo come risarcimento dal Barcellona F.C. (squadra indubbiamente sul tetto del mondo) per aver vinto una causa sportiva personale contro un pool di 12 avvocati, riguardante il trasferimento di Ibrahimovic.

Mino continua a far tremare il mondo del calcio, e già dalla prossima sessione invernale di mercato potremmo vederne delle belle. Onore al merito. Oneri al demerito.

Fonte dati statistici: google.it

Fonte immagine media: echeion.it

Fabio Palliola