Nelle ultime settimane il tecnico della Juventus Max Allegri, per la prima volta da quando è arrivato sulla panchina bianconera, ha deciso di abbandonare il 3-5-2  per passare al 4-3-1-2. L’allenatore toscano già dal ritiro estivo aveva manifestato la voglia di passare gradualmente ad uno schieramento tattico che prevedesse un trequartista alle spalle delle due punte; è così è stato.

Quali sono i motivi di questa evoluzione tattica?

  • Sicuramente non gli infortuni. Vero che la Juve si ritrova con due soli centrali di ruolo disponibili (Chiellini e Bonucci), ma è anche vero che il nuovo modulo è stato adottato senza la presenza di un terzino sinistro di ruolo, con Asamoah e Padoin adattati nel ruolo di esterno basso. Non si può dire che ad Allegri sia mancato il coraggio: cambiare modulo nella partita decisiva di Champions contro i greci dell’ Olympiakos, senza avere un vero terzino sinistro, non è cosa da tutti.
  • Il momento d’oro di Alvaro Morata non poteva passare inosservato. Allegri di recente ha preferito l’ex madrileno a Fernando Llorente, reduce da un inizio sottotono, ma il cambio di modulo potrebbe favorire l’ impiego delle due prime punte, con Tevez spostato sulla trequarti, oppure impiegato nel suo ruolo di punta, con possibilità di schierare alternativamente Vidal, Pogba e Pereyra. Possibile anche l’impiego di Giovinco in coppia con uno degli attaccanti spagnoli. Anche Marchisio in passato è stato provato dietro le due punte, ma a centrocampo, il Principino ha da sempre garantito un rendimento maggiore. Marotta, per garantire nuove opportunità in questo delicato ruolo ha già individuato alcuni profili interessanti: Shaqiri del Bayern Monaco è già stato accostato ai bianconeri più volte durante l’estate; Mata del Manchester United, ma il costo del cartellino è troppo eccessivo (almeno 40 milioni di euro), Pastore del Psg cercato anche dalla Roma nella scorsa sessione di mercato; da non scartare le ipotesi Berardi, Zaza e Gabbiadini.
  • La scelta di Allegri potrebbe essere dettata dalla voglia di dare un’ impronta tattica alla squadra. Due settimane fa il tecnico di Livorno aveva così allontanato il fantasma di Antonio Conte: “E’ un fantasma che aleggia da quando sono arrivato: se non viene a noia a quelli che lo scrivono, figurarsi a me… In tre anni, Conte la squadra e la società hanno ottenuto risultati straordinari, ma non si può sempre parlare di passato, ora bisogna guardare avanti”.

Fonte news: ibtimes.com

Fonte virgolettati: ANSA

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Lorenzo Russo