SANT’ANASTASIA – Resta immobile la bonifica ambientale a Sant’Anastasia. L’intenzione espressa dal vice-sindaco Carmine Capuano era quella di fare emergere da parte dell’amministrazione comunale la volontà di agire, per tutelare i cittadini e il territorio, obiettivi prioritari ai quali avrebbero dato risposte pari alle attese. Anche il primo cittadino Raffaele Abete ha reso nota la, qualche tempo fa, la riqualificazione delle zone del comune vesuviano che continuano ad essere “vittime” di riversamenti continui e illegali di rifiuti e roghi tossici. “Adesso possiamo intervenire – ha espresso il sindaco nei giorni successivi all’approvazione del bilancio di previsione, fermata necessaria, secondo quanto aveva dichiarato i primi di settembre affinché decretasse tipo ed entità degli interventi da porre in essere per risanare le zone inquinate. Continua Abete – Installeremo le telecamere, e fra setto o otto giorni sarà incrementato il gruppo delle guardie ambientali. E’ stata avviata la procedura, si sta effettuando la caratterizzazione dei rifiuti e nel giro di 10/15 giorni effettueremo la bonifica”. Ma da queste dichiarazioni rilasciate il giorno 4 Ottobre, non vi è alcuna traccia delle telecamere sopracitate, e le strade periferiche della città abbondano tutt’ora di rifiuti speciali e pericolosi. Ancora il sindaco Abete dice: “Chiedo un po’ di pazienza, cerco di prendermi qualche giorno in più per offrire un servizio migliore“. La giustificazione a questo ritardo sarebbe da ricondurre a lentezze burocratiche e ad una riorganizzazione degli uffici comunali: “Da lunedì abbiamo un nuovo organigramma. Abbiamo riorganizzato gli uffici ridistribuendo le deleghe che era in capo ai funzionari per creare una situazione più equilibrata, e per questo abbiamo avuto qualche rallentamento – poi tutela – E’ nel nostro interesse intervenire, anche perché tali situazioni rappresentano anche un grosso disagio economico, per il peso che hanno sul bilancio comunale“. Ed è nel bilancio dell’Ente che, secondo quanto affermato dal sindaco, “sono stati impegnati per le telecamere di videosorveglianza per circa 35mila euro, che dovranno essere installate in 28 punti della città, e su alcuni di questi abbiamo anche avuto dei problemi“, problemi che, inoltre, non sono stati specificati dal primo cittadino. Quest’ultimo poi finisce la sua dichiarazione dicendo che: ” in realtà qualcosa è già stato fatto in via Casaliciello e località Preziosa“, zona in cui è avvenuto, durante la scorsa settimana, l’ennesimo rogo tossico, dove ancora una volta si sono consumati tra le fiamme rifiuti speciali e pericolosi, tra i quali è stata rilevata anche la presenza di amianto. Questo richiese necessario l’intervento di vigili del fuoco, per placare in poco tempo le fiamme, e anche la presenza dei tecnici dell’Arpac, per una prima caratterizzazione dell’immondizia bruciata, e anche della polizia municipale. Tale episodio ha spronato nuovamente i cittadini del comune vesuviano a discutere riguardo la necessità di installare telecamere e l’esigenza di molti più controlli, e ha indotto un gruppo di anastasiani a pensare all’organizzazione di un corteo contro i roghi.

Laura Bifulco