Gli Stati Uniti di Barack Obama e la Cina comunista di Xi Jinping, hanno firmato un accordo storico che porterà entrambi i Paesi a ridurre le emissioni di carbonio entro il 2030.

Il patto stipulato tra le due superpotenze più inquinanti del mondo, sembra rispondere direttamente al disperato appello che la comunità scientifica ha lanciato negli ultimi mesi: o si cambia rotta o la Terra è spacciata.

Il messaggio sembra quasi quello di un film hollywoodiano apocalittico, ma ha comunque del vero stando alle ultime ricerche effettuate, soprattutto ai poli dove i ghiacci si stanno sciogliendo ad una velocità impressionante a causa di un aumento anomalo delle temperature.

Ecco dunque che Stati Uniti e Cina hanno deciso di ridurre rispettivamente del 26-28% entro il 2015 e del 20% entro il 2030 le proprie emissioni. Obama si è detto orgoglioso dell’accordo raggiungo e anche il presidente cinese Xi Jinping si è detto ben disposto a collaborare per la salvaguardia della Terra, ponendo il proprio Paese in prima linea nella lotta non solo all’inquinamento, ma anche a malattie mortali come l’ebola, che da troppo tempo sta infestando una porzione dell’Africa occidentale.

Tuttavia, se Barack Obama è riuscito ad intascare un accordo con la Cina, dall’altra ha un grosso ostacolo da dover superare: la nuova maggioranza repubblicana all’interno del Congresso. Infatti Mitch McConnell, leader repubblicano al Senato, ha etichettato l’accordo tra USA e Cina come «impraticabile, in quanto creerebbe unicamente delle ripercussioni sul costo dell’energia e dell’occupazione nel settore».

Ridurre le emissioni, senza intaccare il settore o l’economia, però, si può. Lo dimostrano i Paesi dell’Europa del Nord, impegnati da anni in questa missione, raggiungendo risultati eccellenti. Basti pensare alla capitale della Danimarca, Copenaghen, e al suo impegno nel ridurre addirittura allo 0% le emissioni inquinanti entro il 2025.

Ecco quindi, nonostante l’opposizione repubblicana, che l’accordo ha davvero dell’impressionante. Basti pensare che fino a poco tempo fa proprio la stessa Cina, ormai colosso mondiale, si era sempre fermamente dichiarata contrariata alla riduzione delle proprie emissioni, temendo gravi ripercussioni sull’economia locale. Mentre gli Stati Uniti, nonostante gli sforzi perpetuati, rientravano sempre tra i Paesi maggiormente inquinanti, quindi poco eco-friendly.

Maria Stella Rossi