In Iraq il primo ministro ha deciso che le cose dovevano cambiare, specie a causa del conflitto contro le forze dell’ISIS e, per questo, ha toccato i vertici dell’esercito, in una mossa per dare una ventata fresca e per ridare morale a una forza armata giovane ma già tanto impegnata.

Haider al-Abadi, cioè il premier Iracheno, in seguito alle accuse che e alle prove presentate di corruzione all’interno dei vertici dell’esercito, oltre alle numerose sconfitte subite contro l’ISIS, che ha così potuto prendere ampi spazi del territorio dell’Iraq, ha riassegnato ben 26 ufficiale e 10 costretti al ritiro, in una operazione che non ha precedenti.

L’operazione è stata spiegata meglio ai microfoni di Al-Jazeera, dove un alto ufficiale del ministero della Difesa, che è voluto rimanere anonimo, in quanto non era nemmeno autorizzato a parlare con i media, ha dichiarato che il premier Irachenoha voluto inviare un messaggio alle truppe in prima linea che stavano combattendo per l’unità irachena, e che questo era un segnale della fine di tutti i valori confessionali all’interno delle forze armate irachene“.

La difficile situazione in cui si trova l’Iraq, specie con l’ISIS, secondo molti analisti, è attribuibile all’ex premier Nouri al-Maliki, il quale è stato accusato dalla minoranza sunnita del Paese di favorire gli sciiti e facilitando, quindi, gli attacchi delle forze del califfo, in quanto esse avevano a che fare proprio con il gruppo discriminato e non appoggiato dal governo, rendendo il tutto difficile e problematico.

Il reporter di Al-Jazeera Imran Khan, corrispondente da Baghdad, ha voluto analizzare l’azione condotta dal primo ministro Iracheno e ha affermato che, esso, sarà una grande spinta morale per tutte le truppe, in quanto, finalmente, vedono dei risultati e delle azioni serie, che vanno a contrastare finalmente la corruzione e la cattiva condotta dell’esercito da parte di numerosi ufficiali.

La rimozione dei comandanti, i cui nomi non sono stati ancora annunciati, ha trovato anche ampio favore di tutto lo spettro politico, cosi come il ministero della difesa e Hamed al-Mutlaq, un politico sunnita, il gruppo che prima era discriminato, ha dichiarato:
fare questi cambiamenti è positivo e, a sua volta darà più forza per l’esercito, in quanto è necessario un cambiamento di tanto in tanto.
C’è bisogno di sangue fresco“.

Fabio Scala