Dopo l’incontro al Palazzo Chigi con Berlusconi e il rinnovo del Patto del Nazareno, tra un’intesa parziale sul Premio di Maggioranza e la necessità di presentare entro dicembre l’Italicum al Senato il premier Matteo Renzi tenta di accelerare i tempi di approvazione della Legge Elettorale e lo fa parlando alla Direzione del PD : “La legge elettorale è il presupposto con il quale si può mostrare agli italiani che si fanno le cose sul serio. Legge elettorale e riforme costituzionali stanno insieme

Renzi sa bene che per ridare stabilità politica all’Italia ed un parlamento composto da una maggioranza eletta con i numeri per governare, diventa essenziale l’approvazione della nuova legge elettorale che garantisca governabilità, un vincitore certo e che superi lo stagnante bicameralismo che ha portato oggi alla difficoltà di far passare molte leggi. L’incontro di ieri con Berlusconi durato 2 ore, che era stato preceduto da botte e risposte tra gli esponenti di FI e del PD sul si o no diktat, ha portato a riconfermare il Patto del Nazareno ma non ad un accordo certo su due punti dell’Italicum: sul’attribuzione del premio di maggioranza alla lista, anziché alla coalizione; e sulla soglia di sbarramento.

Sul Premio di Maggioranza il nuovo accordo prevede l’innalzamento al 40% della soglia dei voti per ottenere il premio di maggioranza, ma il problema è chi otterrà il premio. Se andrà alla Lista sarebbe Renzi ad avere molte più chance di salire al Governo in quanto Segretario del solo PD con sondaggi al di sopra del 40%. Mentre per Berlusconi come sempre punta sul premio di Coalizione per unire intorno a se tutte le forze di Centro Destra come la Lega o Fratelli d’Italia.

Sulla Soglia di sbarramento, per favorire i singoli partiti bisogna si abbassi sino al 3% permettendo ai partiti minori di non doversi necessariamente coalizzarsi con altri. Cosa che a Berlusconi non piace per due motivi: primo, perché farebbe diventare il Movimento 5 Stelle il secondo partito d’Italia e, secondo, perché con la soglia di sbarramento passata, cioè 8%, costringeva i partiti più piccoli necessariamente a coalizzarsi con gli altri , portando all’estremo il bicameralismo. Altro punto dolente è quello della scelta dei Capolista che resteranno bloccati nei 100 collegi e dunque scelti ancora dalle segreterie dei partiti ma con l’introduzione delle preferenze. Un Ibrido che si presenta difficile da comprendere come il lontano calcolo dell’IMU , ma che servirebbe per creare un compromesso , o megliodare la libertà ai partiti di scegliere se mettere ai voti la scelta del capolista o di imporre i nomi preferiti dal partito. In questa partita a scacchi Renzi appare ottimista e certo di presentare l’Italicum al Senato entro Dicembre e “ entro febbraio alla Camera in modo definitivo”.

Il PD resta ancora diviso, la votazione sulla Legge Elettorale voluta da Renzi dopo l’incontro con Berlusconi ,non bene accetta dalla minoranza del partito, si conclude con la Direzione che non vota. La minoranza non è d’accordo sul blocco dei capilista “Bisogna lasciare, come ha stabilito la Consulta, ai cittadini la libertà di scegliere i parlamentari” dice Alfredo D’Attorre del PD, che non condivide soprattutto l’idea che le decisioni vengano prese da Renzi e Berlusconi con un larga intesa che rende la Segreteria del PD in un luogo di “mera ratifica”. Anche Fassina non è d’accordo sulla velocità di convocare una riunione “Questa direzione non è politicamente legittimata per poter votare: non si può convocare una riunione così importante con così poco preavviso”. Vedremo nelle prossime ore quello che accadrà, intanto il paese necessita di riforme e che, cosa non facile negli ultimi anni, vengano abrogate.

Claudia Cepollaro