Dopo qualche settimana dall’inizio della regular season, possiamo cominciare ad analizzare l’operato dei rookie che quest’anno, per la prima volta, calcano il parquet della National Basketball Association.

1. Nerlens Noel – L’inizio del rookie dei Philadelphia 76ers è stato particolarmente soddisfacente. Dopo aver saltato un’intera stagione l’anno scorso, ora si ritrova in campo come centro titolare, giocando 28.5 minuti a partita. L’ex Wildcats, però, sta avendo qualche problema a dare il meglio di sé a causa del contributo quasi nullo da parte dei compagni di squadra. Noel non è di certo un giocatore capace di tenere sulle spalle l’intera squadra e le statistiche non sono eccezionali, ma sta dimostrando di essere un giocatore completo e con ampio margine di crescita. Solo il tempo ci dirà se abbiamo ragione o no.

2. Jabari Parker – Il ragazzo mormone ha avuto qualche difficoltà nelle prime 3 partite della stagione, a causa del fatto che coach Kidd ha scelto di usarlo come Ala Grande. Fortunatamente è stato spostato, per le restanti partite, nel ruolo di Ala Piccola e subito si sono visti i miglioramenti. Nonostante ciò, la seconda scelta al Draft 2014, ha subito capito quali sono i suoi limiti e di certo non potrà avere grande successo in un ruolo in cui è richiesto un altro tipo di atletismo. Dopo 7 partite, 11.6 punti di media e 6.1 per i rimbalzi. Non male come inizio.

3. Andrew Wiggins – Purtroppo per lui, Minnesota è una meta abbastanza strana e, anche da un punto di vista storico, non è mai stata capace di vincere. Al contempo, per sua fortuna, Minnesota ha sempre fatto crescere grandi talenti (come Love e Garnett) e potrebbe essere la meta migliore per la sua crescita e il suo anno da rookie. Non è stato sicuramente un inizio turbo quello di Wiggins, ma lentamente sta prendendo consapevolezza delle proprie doti e del livello NBA. 9.2 punti di media, per un giocatore che ha nella difesa la sua arma migliore, sono un ottimo inizio.

4. Elfrid Payton – Di sicuro uno dei giocatori più affascinanti di questa lista. Orlando non sta andando benissimo e probabilmente una causa è la sua discontinuità, ma il talento dei Magic ha fatto vedere ottime cose. Basti pensare che con 6.4 assist di media è nella Top 20 dei migliori assistman NBA. Difficile compito il suo considerato che, con i soli Vucevic e Tobias Harris, diventa difficile avere un numero simile di media assist. Di sicuro sarà interessante vedere il suo futuro in NBA, perché rischia di diventare uno dei migliori playmaker puri dell’epoca moderna.

5. Nikola Mirotic – Ecco il primo europeo nella lista dei migliori rookie al momento. Non ha giocato molti minuti (13.1 di media) ma, considerata l’affollata frontline dei Chicago Bulls, ci si aspettava molto meno in termini di rendita dal 23enne serbo. Le percentuali al tiro, considerando che più volte ha tentato la tripla, sono decisamente alte e sembra inspiegabile il fatto che i Bulls non lo facciano giocare più minuti. Di sicuro le scelte dirigenziali, per quanto riguarda il mercato, della franchigia della Windy City sono criticabili, dato che avrebbero potuto dare ampio spazio a questo talentuoso giocatore.

Terminata la Top 5, vogliamo dare le menzioni d’onore ad altri 3 rookie non americani: Nik Stauskas, Bojan Bodganovic e Kostas Papanikolaou. Il canadese dei Sacramento Kings, nonostante stia avendo qualche problema nelle percentuali al tiro, sta dando filo da torcere a Ben McLemore nel ruolo di guardia titolare e, considerate le prestazioni del sophomore, basterebbe ben poco per scalzarlo da quella posizione. Bodganovic, invece, sta facendo molto bene a Brooklyn, con 10 punti di media e tanti minuti giocati sta dimostrando il suo talento, ma la differenza tra l’Europa e l’NBA si fa sentire. Infine, Papanikolaou, che sta facendo molto bene in quest’inizio a Houston. Il greco sta giocando 25.3 minuti di media e sembra aver trovato il giusto modo per avere spazio in NBA.

Fonte Immagine in evidenza: lockerdome.com

Luca Adami