NAPOLI – Il 17 novembre 2014 è la data rappresentativa per celebrare i 20 anni della scesa in campo dell’Udu.
Essa è un’organizzazione di tipo democratico, antifascista, pacifista, multietnico, laico, ambientalista, antirazzista e nonviolenta, apartitico, ma soprattutto è un’organizzazione autonoma e senza fini di lucro. I suoi scopi sono la tutela dei diritti degli studenti universitari, la difesa del carattere pubblico dell’università, e l’apertura della stessa a quanti più giovani possibili.
E’ un’organizzazione che tutela i diritti degli studenti dei principali Atenei campani come la Federico II, la Parthenope e l’Orientale.
Oggi intervistiamo, data la nostra consueta collaborazione, il coordinatore Udu Lorenzo Fattori.
-Ciao Lorenzo il prossimo 17 Novembre festeggerete, in data simbolica, i venti anni dell’Unione degli Universitari di Napoli, cosa avete programmato per questo evento?
Nonostante questo sia anche un passo di avvicinamento al nostro ventennale nazionale, abbiamo deciso di non fare un’iniziativa totalmente autocelebrativa ma, rispettando lo spirito dell’Udu, di mantenere i piedi per terra e affrontare argomenti concreti. Abbiamo dunque programmato un convegno in cui ci sarà anche lo spazio per ricordare il passato, la strada che abbiamo fatto, come si è giunti a questo punto, ma sarà principalmente una sede per discutere di diritto allo studio e accesso all’università, due dei temi fondanti dell’operato dell’organizzazione attraverso tutta la sua storia.
-Quali saranno gli ospiti che parteciperanno alla giornata?
Hanno aderito Angela Cortese, consigliera regionale, con la quale discuteremo della situazione del DSU in Campania; Federico Libertino, segretario della CGIL di Napoli, con il quale ci confronteremo sui valori che animano l’azione sindacale; Armando Vittoria, professore di Scienze politiche della Federico II, con un passato nella rappresentanza studentesca; Andrea Fiorini, presidente del CNSU, e Antonio Santoro, entrambi membri del gruppo consiliare dell’Udu in CNSU, che ci daranno uno sguardo sulle dinamiche nazionali; e Alessio Portobello, delegato nazionale dell’Udu sul numero chiuso, con cui faremo il punto sulle nostre campagne per aprire l’accesso alle università. Inoltre è con grande affetto che abbiamo invitato a intervenire numerosi ex dirigenti dell’Udu Napoli, che ci guideranno attraverso la lunga storia di questa organizzazione. Ovviamente tutti gli ex militanti, dirigenti e i simpatizzanti sono invitati a partecipare a questa iniziativa.
-L’Udu con quale scopo è nato e come, tutt’oggi, continua a perseguire i suoi obiettivi?
L’Udu è nata con uno scopo principale: difendere i diritti degli studenti universitari ed il carattere pubblico e aperto a tutti dell’università italiana; negli ultimi anni abbiamo vissuto una delle stagioni di più grande espansione e successo dell’organizzazione in tutta Italia. Stiamo portando avanti campagne di apertura dell’università, contro il numero chiuso, come quella dei ricorsi per le facoltà di Medicina, che a oggi hanno permesso l’accesso in soprannumero, solo in quest’anno accademico, a circa 5000 studenti in tutta Italia, come pure campagne per l’aumento dei fondi per il diritto allo studio. Inoltre abbiamo ripreso a guardare anche a ciò che c’è dopo l’università, ragionando dei temi che caratterizzano il dibattito attuale sul mercato del lavoro e sulle possibilità occupazionali, rinsaldando in questo il dialogo con il principale sindacato dei lavoratori, la CGIL, con la quale siamo scesi in piazza a Roma il 25 ottobre.

-Vi sentite soddisfatti dei risultati ottenuti in questi anni?
In una parola: sì. Ricordiamo che poco più di un anno e mezzo fa l’Udu Napoli era in grave difficoltà, ed ora possiamo dire che grazie alla nostra azione si è scoperto che la Regione Campania aveva sottratto 17 milioni di € al fondo per le borse di studio degli studenti, e che abbiamo impedito che la Giunta Regionale attuasse un programma scellerato di ristrutturazione dell’ADISU (che avrebbe tagliato fuori la rappresentanza studentesca); li consideriamo risultati di tutto rispetto. Ma il risultato che maggiormente mi riempie d’orgoglio è la felicità dei 500 ragazzi che, esclusi ad aprile dai test d’ingresso, grazie ai nostri vittoriosi ricorsi hanno potuto già iniziare a studiare medicina in entrambe le università napoletane (Federico II e SUN), e altri ne stanno arrivando, anche per professioni sanitarie. Le migliori conferme che stiamo agendo per il meglio sono la stima ed il supporto di coloro che si sono rivolti a noi per essere tutelati.

Claudia Polo