La Russia al G20

Dopo varie discussioni ed incertezze è stata confermata la presenza di Putin al G20. Lo stato russo continua a non esserne membro, decisione assunta come sanzione per la partecipazione nell’attuale crisi ucraina, ma è qualificato a parteciparvi in quanto soggetto che intrattiene rapporti commerciali con i paesi più industrializzati del mondo. Probabilmente all’origine del gesto la necessità per gli stati occidentali di aprire un dialogo meno teso con la Russia: le sanzioni economiche inflitte hanno già causato la perdita di miliardi di euro per le imprese agricole, e gli effetti a lungo termine potrebbero essere deleteri (l’Europa rischia di bruciare 1000 miliardi di euro), specie se Putin decidesse di diminuire le forniture di gas, causando un aumento dei prezzi proprio nel periodo più freddo dell’anno.

Le preoccupazioni europee

Secondo gli economisti russi il rallentamento dell’economia europea sarebbe anche dovuta all’interruzione delle relazioni economiche con Mosca. L’applicazione delle sanzioni UE ha infatti reso il vecchio continente ancor più dipendente dagli USA, un effetto denunciato dalle opposizioni al Parlamento Europeo in occasione del dibattito sul TTIP (Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti). Peranto gli stati occidentali vorrebbero trovare un accordo che consenta di mantenere credibilità internazionale, ma nel contempo consenta di raggiungere una soluzione economicamente vantaggiosa per entrambi: la speranza di Barroso che la Russia fosse stata costretta a cedere appare vana, anzi Putin è pienamente intenzionato a far perdurare il braccio di ferro. Difficile però superare l’opposizione degli stati baltici e della Polonia, memori del trascorso sovietico e con sentimenti popolari di avversione verso il vicino gigante.

Putin alla TASS

Intanto Putin, in partenza per Brisbane, il luogo in cui si terrà il summit, è stato intervistato dalla TASS (Agenzia di informazione e comunicazione russa, diretta erede di quella sovietica) ed ha accusato gli USA di aver violato il diritto internazionale non applicando le decisioni prese allo scorso G20 – “Il Congresso degli Stati Uniti bloccò la decisione, punto e basta. I nostri partner dicono: bene, siamo soddisfatti, abbiamo firmato, abbiamo preso la decisione, ma il Congresso USA non lo consente. Ecco qua” – e di distorcere la verità“Soffocano l’informazione, giocando sul monopolio dei mezzi di informazione mondiali. Capitemi: tutti parlano dei problemi attuali, tra questi le sanzioni e la Russia, ma in realtà sono gli Stati Uniti a sfidare le decisioni prese”. Alla domanda se considerasse il G20 un incontro utile, il presidente russo ha inoltre risposto: “Io penso che questo formato sia ancora necessario. Perché? Perché il G-20 è la sede dove è possibile incontrarsi e discutere sia le relazioni bilaterali che i problemi globali, sviluppare una comprensione comune di un problema e la possibile soluzione. Indicare la strada per un lavoro congiunto. E’ la cosa più importante, perché contare sul fatto che tutto quello di cui si parla venga realizzato non è realistico, considerato che quelle stesse decisioni non sono vincolanti. E non vengono realizzate là dove non corrispondono a un qualche interesse. E soprattutto a interessi di giocatori global”.

Vincenzo Laudani