Sulla vicenda che ha visto la sparizione e probabile uccisione di 43 studenti in Messico, ad opera dei narcotrafficanti con la complicità della polizia, è intervenuto Ariel Dulitzky, presidente del Gruppo di lavoro sulle sparizione forzate o involontarie delle Nazioni Unite (ONU), che ha evidenziato la gravità del caso che sta scuotendo in questi giorni l’opinione pubblica nazionale. Questo caso non è solo un rapimento di massa, ma ha visto emergere la corruzione e la difficoltà del governo messicano di combattere il traffico di droga in una delle zone più problematiche, ovvero lo stato di Guerrero, dove si è svolta la vicenda.

Il 26 settembre scorso, studenti della scuola rurale di Ayotzinapa erano partiti verso Iguala per partecipare a una protesta, quando quella stessa notte furono fermati dalla polizia, che ha causato la morte di 6 persone e consegnato 43 studenti ai narcotrafficanti. Questi avrebbero ucciso le persone rapite e avrebbero bruciato i cadaveri, almeno stando alle dichiarazioni di tre sicari, e ad essere coinvolti nella vicenda sarebbero pure il sindaco di Iguala e sua moglie, che già dal 4 novembre sono in stato di arresto. Come conseguenza è aumentata l’indignazione generale nei confronti dello Stato: nei giorni scorsi il Presidente messicano Enrique Peña Nieto è stato accolto da migliaia di manifestanti all’aeroporto di Acapulco e la sede di Chilpancingo del partito al governo, il Partito rivoluzionario istituzionale (PRI),  è stata data alle fiamme.

“È un caso unico, però per essere un caso unico, di una gravità estrema, offre anche una opportunità storica. Deve essere utile nell’ambito dell’adozione di politiche pubbliche necessarie per assumere con piena responsabilità il fenomeno delle sparizioni forzate”, ha dichiarato Ariel Dulitzky. “È molto difficile compiere investigazioni efficaci sulle violazioni dei diritti umani, inclusa la scomparsa forzata. Non c’è la capacità di analisi dell’intelligence e tutto questo dimostra che lo Stato o non ha la volontà, o se ce l’ha è carente di capacità di investigare, giudicare e sanzionare i casi di sparizione forzata”, ha aggiunto.

Il problema principale che il Governo, secondo il funzionario, si trova ad affrontare è sradicare l’impunità creando una magistratura e un’amministrazione che abbiano “la capacità e la formazione” per combattere la corruzione, gli intrecci tra stato e malavita e ridare credibilità allo Stato.

Nel frattempo, mentre il presidente della Commissione speciale Guillermo Anaya Llamas (PAN) annuncia che entro la fine della legislatura saranno disponibili iniziative legislative, la deputata Ruth Zavaleta del PVEM ha difeso lo Stato, negando che il Messico non abbia la volontà o la capacità di investigare sui desaparecidos. Lizbeth Rosas Montero (PRD) ha affermato che la collaborazione delle organizzazioni internazionali è fondamentale per giungere alla verità, e denuncia l’assenza di coordinamento tra i tre livelli municipale, statale e federale di governo, cosa che porta ad un rimpallo della responsabilità e ad una divergenza delle versioni.

Massimo Liccardo