Arrivato a Tor Sapienza con quattro giorni di ritardo rispetto ai primi tafferugli, senza bicicletta e senza Panda rossa, il sindaco Marino ha deciso finalmente di metterci la faccia e prendersi i fischi e gli sfoghi dei residenti del quartiere. In quest’ultima settimana – quando sui giornali nazionali la periferia di Roma diventava nota per le proteste dei residenti contro il centro per l’accoglienza e contro gli immigrati – la visita del sindaco Marino sarebbe stata sconsigliata fortemente dai rappresentanti del quartiere per il timore che una situazione troppo esplosiva potesse venirsi a creare: dopo qualche giorno di ritardo, durante il quale il sindaco sarebbe stato sino all’ultimo indeciso sul da farsi, ha infine deciso di avviarsi verso le ovvie contestazioni. E infatti immancabili arrivano i fischi, mentre gli urlano di tutto: “Buffone!”, “Vai via!” mentre lui protetto da un cordone di poliziotti e carabinieri raggiunge un bar nel quale incontra i rappresentanti del comitato di quartiere.

Una mossa azzardata ma mediaticamente inevitabile e anzi tardiva per un sindaco dal consenso sempre più risicato e accerchiato da un’opposizione sociale e politica che ormai include anche la direzione romana del Partito Democratico: la cornice politica che porta alla scelta di Marino non è delle migliori. Il sindaco “marziano”, quello che “non conosce la città”, è infatti ai ferri corti con la sua stessa maggioranza e la sua giunta rischia di cadere sotto i colpi delle tensioni in periferia e dello scandalo del cosiddetto multa-gate. Dall’altra parte l’opposizione romana – guidata dall’ex-sindaco Alemanno e dalla sua collega di partito Giorgia Meloni – tenta di ricompattarsi contro Marino. Infine i leghisti di Salvini, decisi a conquistare la Capitale sfruttando il malcontento generale proprio delle grandi “banlieue metropolitane”.

“Solo chi vive sulla luna” dichiara il sindaco ai giornalisti, quasi a ironizzare sugli epiteti conferitegli in questi giorni, “può aspettarsi che in quartieri in difficoltà non ci siano contestazioni”. Poi si scaglia contro quel tipo di politici che “si fanno vedere solo per raccogliere voti e sfruttare il disagio sociale”, riferendosi chiaramente a leghisti e movimenti di destra sempre pronti a soffiare sulla rabbia dei cittadini. Da parte sua, ha infine dichiarato, c’è “la volontà di metterci la faccia e la voglia di ascoltare chi sfoga il proprio disagio” al fine di trovare soluzioni insieme a chi subisce in prima persona certi problemi. I comitati della zona sono diversi, spesso divisi tra loro, e c’è anche chi apprezza la visita seppur in minoranza rispetto a chi urla. “Sono qui perché i media vi hanno dipinto come criminali e razzisti ma siete persone come noi che cercano la felicità per se stessi e per i propri figli”, spiega Marino in mezzo a una selva di giornalisti, camera-men e poliziotti, ai residenti di quei quartieri che subiscono l’incuria e l’abbandono di tutte le giunte comunali passate, da ben prima dell’apertura del centro accoglienza “Il Sorriso”.

“Non chiuderemo il centro accoglienza ma cercheremo un compromesso tra quelle che sono le esigenze di tutti”, rassicura infine Marino, confermando una linea di cedimento solo parziale alle istanze di chi vorrebbe la chiusura del centro, vista da molti cittadini come la panacea di tutti i mali del quartiere. L’impegno di Marino è quello di riqualificare il quartiere, con particolare attenzione proprio al Centro di Viale Morandi. Ma si tratta di un operazione complicata,
Non sfugge quanto l’operazione sia complicata: i minori trasferiti ieri per proteggere la loro incolumità sono in parte tornati al centro per restare in quella che è la loro comunità a tutti gli effetti e sarà compito arduo del Comune la gestione di una difficile convivenza tra le due comunità contrapposte residenti nel quartiere, fermando una guerra tra poveri che potrebbe trasformarsi rapidamente in una polveriera. Per il sindaco si tratta di un importante banco di prova sul quale si regge la tenuta della sua stessa giunta.

Roberto Davide Saba

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Roberto nasce a Cagliari nel 1988, studia Giurisprudenza nell’università della sua città e con entusiasmo si butta nella sua prima esperienza come giornalista e vignettista per Libero Pensiero. Le sue passioni sono il disegno e la lettura. Tra i suoi interessi ci sono la politica, il diritto, l’arte e la cultura.