L’ISIS ha diffuso l’ennesimo barbaro video. Nelle immagini si vede l’esecuzione dell’americano Peter Kassig, ex soldato ed operatore umanitario, catturato in Siria lo scorso Ottobre. La notizia è stata diffusa da Skynews ed ha fatto immediatamente il giro del web dopo che lo stato islamico ha postato il video su molti siti islamici.

Solita sceneggiatura per la tragica morte dell’americano. Nel video si vede il boia, incappucciato, con una testa, quella del 26enne americano. Kassig, ex ranger prima di conseguire un titolo di assistente medico per lavorare nel settore umanitario, è stato rapito in Siria l’1 Ottobre mentre lavorava con la sua fondazione, la Special Emergency Response and Assistance (SERA), con sede in Libano dove lo stesso Kassig si era trasferito. La minaccia di uccidere Kassig era stata lanciata già in un video precedente, dove l’ISIS minacciava Londra. Caduti nel vuoto, quindi, i numerosi appelli della madre del ragazzo fatti al Califfo Abu Bakr al-Baghdadi, a cui la madre del ragazzo chiedeva la possibilità di entrare in contatto con Kassig.

Dubbi, però, sull’identità del boia. Infatti, secondo i giornali britannici, nell’attacco USA in cui è stato ferito il Califfo potrebbe essere stato ferito anche il boia dall’accento inglese, “John il jihadista”, noto anche come Jalman al-Britani. Secondo fonti locali riprese dalla stampa domenicale britannica durante l’attacco aereo ad Al-Qaim, nell’Iraq occidentale, dove erano in riunione i pezzi grossi del Califfato, oltre al Califfo sarebbe stato ferito anche il boia. Il Mail riporta la testimonianza di un’infermiera che, dopo l’attacco americano, ha assistito i miliziani islamici, tra cui un uomo dal nome Jalman, definito come “l’uomo che ha ucciso i giornalisti“. I feriti, dopo l’attacco, sono stati portati in Siria, nella roccaforte di Raqqa.

Secondo i servizi segreti inglesi sono più di 500 i militanti dell’ISIS con passaporto britannico, e proprio nei loco confronti Cameron è pronto a varare un nuovo pacchetto di sanzioni: è pronto, infatti, un provvedimento che prevede la confisca del passaporto a chiunque sia sospettato di combattere con l’ISIS e l’impossibilità di rientrare nel Regno Unito per almeno 2 anni.

Francesco Di Matteo