Si inizia con La top ten: Rimane stabile in cima, ormai per la settima settimana consecutiva, Bailando di Enrique Iglesias. Sale Sia, ora al numero 2, mentre scende, al numero 3, Robin Schulz. Nuova entrata al numero 4: Valerio Scanu con Parole Di Cristallo. Sale Avener, questa settimana al numero 5. Stabile Meghan Trainor al numero 6. Scendono Sheppard, Vasco Rossi, e Tiziano Ferro che occupano rispettivamente settimo, ottavo e decimo posto in classifica. Entra in top ten David Guetta con Dangerous.

Al numero 13 abbiamo Taylor Swift con Shake It Off. La bella di Nashville decide dunque di abbandonare le melense atmosfere pseudo-Countryche l’hanno consacrata in tutto il mondo per omologarsi alle sue ben più illustri colleghe con questo esempio di Uptempo pop di più ampio respiro internazionale. Il pezzo, che tratta di come bisogna imparare ad attribuire il giusto peso alle opinioni della gente, è effettivamente quanto di più spensierato e immediato ci sia nella produzione artistica della cantante statunitense. E se la critica americana loda eccessivamente l’orecchiabilità della melodia, come se bastasse ciò a garantire la qualità di una canzone, non possiamo non notare come, dietro ad un onesto esemplare di pop da classifica, si celi una generale stanchezza creativa. Shake It Off delinea l’evidente volontà, magari inconsapevole, da parte della Swift di avvicinarsi agli standard settati da certe sue colleghe, che non brillano certo per originalità e dignità artistica. In parole povere il risultato finale è poco convincente, un invitante involucro che racchiude un’anima vuota, di plastica, priva di alcuna personalità. Proprio per questo motivo è attualmente il più grande successo commerciale della cantante, vantando ottimi piazzamenti in tutto in mondo, Italia compresa.

Al numero 21 troviamo Generazione Boh di Fedez. E “Boh” è la reazione che sorge spontanea dopo un primo ascolto: il pezzo non è del tutto esecrabile, ha almeno il merito di dissipare l’alone di obsolescenza che di solito avvolge i lavori italiani che infestano le classifiche di vendita, ma d’altro canto non si discosta neanche per sbaglio dal piattume e dalla banalità alla quale ci ha abituato il rapper milanese. Date le premesse, era lecito aspettarsi un processo di maturazione artistica, invece Fedez reitera la formula vincente, alternando becero populismo da social network a puerili trivialità su una melodia che scorre senza particolari sussulti, fino a insistere sul fastidioso refrain. Si ha l’impressione tuttavia che il rapper abbia tutte le carte in tavola per offrire un prodotto più interessante, non ci resta altro che aspettare le prossime pubblicazioni sperando di rimanere piacevolmente sorpresi.

Al numero 37 salgono gli Echosmith con Cool Kids. Il pezzo è un fresco Indie-Pop che affronta il tema delle difficoltà che trovano gli adolescenti nel non essere accettati dai loro coetanei, e della conseguente volontà di adeguarsi alla massa per non sentirsi fuori posto. Scelta inusuale quella del giovane gruppo americano, all’album di debutto, che viene giustamente elogiata dalla critica: atmosfere vintage risaltate dallo strategico utilizzo del sintetizzatore accompagnano brillantemente l’esile ma particolare voce della cantante Sydney Sierota, creando un effetto sognante che ricorda certo pop di qualità degli anni’80. Tanti complimenti dunque, ma anche qualche critica: In molti hanno sminuito l’effettiva originalità del pezzo e reputato che un tema così complesso, come il disagio giovanile, venga in questo modo alleggerito e banalizzato. Nonostante tutto gli Echosmith stanno ottenendo un successo straordinario, specialmente negli Stati Uniti e in Australia, l’Europa è ancora piuttosto fredda nell’accogliere questo nuovo fenomeno, ma non è detto che nel prossimo futuro la situazione non cambi.

Per questa settimana è tutto, alla prossima per scoprire altri nuovi successi!

Alfredo Gabriele Galassi