Jean-Claude Juncker, il Presidente della Commissione Europea, ha spedito una lettera al presidente di turno Matteo Renzi e il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz, scritta insieme al fidatissimo primo vicepresidente europeo Frans Timmermans. La parola d’ordine dichiarata nel documento spedito via mail, sembra essere “collaborazione“, inserta nelle nuove politiche di crescita e ripresa valutate per l’anno 2015. Come cita la testata giornalistica Il Messaggero, la quale insieme a Il Secolo XIX e L’Avvenire hanno fornito le fotografie di tale lettera, il presidente impronta i lavori di cooperazione nell’intenzione di “identificare una lista di proposte prioritarie sulle quali le istituzioni possano impegnarsi a fare rapidi progressi, riguardo sia ai contenuti sia alle procedure”.

I punti elaborati nel documento, arrivato mercoledì ai vertici europei, e che saranno confermati e meglio discussi o modificati dal Consiglio dei capi di Stato entro fine dicembre, sono nel totale 10; ma priorità è stata data ad alcune questioni di rilevanza in merito all’unità da ripristinare nel vecchio continente: nuove strategie di lavoro per la crescita e gli investimenti, tramite la sovvenzione entro la fine dell’anno di 300 miliardi di euro; nuove strategie di rinascita attuabili entro l’anno 2020;  la scelta di risalire a delle peculiari priorità e garantirne un’agenda; instaurare un unico mercato digitale di pari passo con la sensibilizzazione al cambiamento climatico; la volontà di aderire a mercati interni dalle basi industriali più forti, insieme a nuovi accordi di libero scambio con gli USA; e soprattutto legiferare su nuove politiche di diritti riguardo il fenomeno dell’immigrazione oltre a discutere di nuovi mezzi e tecniche per la difesa anti-terroristica. Il tutto permeato dal rafforzamento dell’Unione economica e monetaria, seguite da strutture di trasparenza democratica in merito alla globalizzazione europea, auspicatasi più ferrea e protagonista del grande business mondiale.

Juncker e Timmermans concludono la lettera attendendo “reazioni a queste idee per poterle ulteriormente discutere” soprattutto lavorando “su basi pragmatiche e al tempo stesso promuovendo delle riflessioni sulla futura cornice istituzionale“. I toni di Juncker dopo le politiche Lux-leaks, le agevolazioni fiscali di Lussemburgo concesse alle varie industrie d’Europa, tra cui anche Italia, equilibrano lo spirito di dialogo, coinvolgendo anche il nostro premier italiano Renzi, precedentemente bacchettato al G20 in Australia dal Presidente Barack Obama per la mancanza di prospettiva crescente d’Europa. La calma a Bruxelles prende il sopravvento soprattutto nonostante il divarico del raggiungimento all’obiettivo delle modifiche burocratiche, tematica che ha molto ostentato l’accordo tra lo stesso presidente Jean-Claude Juncker e Matteo Renzi.

Alessandra Mincone