Mettersi a dieta non vuol dire semplicemente, a differenza di quello che crede la maggior parte delle persone, mangiare poco, o comunque di meno di quanto si farebbe normalmente, ma bensì significa osservare determinati parametri e principi, modellando il proprio modus vivendi sulla base di questi, in modo da conseguire uno stato di miglioramento della salute, che spesso può passare per un miglioramento anche della composizione corporea.

Tra i tantissimi piani alimentari che gli studiosi di scienze dell’alimentazione si sono inventati quella che sta avendo attualmente maggiore risalto mediatico, soprattutto negli ambienti della medicina alternativa, è la dieta alcalina. Questa, tra i vari parametri da tenere sotto controllo per conseguire uno stato di salute stabile e duraturo, pone l’accento sul PH, proponendosi di portare il corpo in uno stato di alcalosi, considerato vantaggioso e preventivo (e per alcuni addirittura curativo) di malattie terribili come il cancro.

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L’idea del dott. Robert Young parte dal presupposto che il nostro sangue ha un PH, ovvero la misura dell’acidità o della basicità di una sostanza, leggermente alcalino (7.4). Misuriamo questo parametro servendoci di una scala logaritmica in base 10, che va da 1 nelle soluzioni fortemente acide, a 14, nelle cosiddetti basi forti, molto alcaline (idealmente i valori possono anche valicare quest’intervallo, ma per comodità esso è ristretto a questi numeri). Nel mezzo abbiamo le soluzioni neutre, che si avvicinano a 7, come l’acqua pura.

Robert O. Young
Robert O. Young

Mangiando quindi alimenti dal PH basico, quali frutta e legumi, e soprattutto evitando alimenti acidificanti, come carne e frittura, si conseguirebbe uno stato di alcalinità, che secondo Young sarebbe eccezionale per nostra salute.

Niente di più falso: il libro, oltre a presentare diverse lacune in materia di chimica e di medicina, non tiene conto di alcuni meccanismi fondamentali grazie ai quali il nostro corpo funziona, come l’omeostasi ed il feedback negativo .

Gli organismi hanno la tendenza a mantenere una relativa stabilità interna (detta appunto omeostasi). Le variazioni ambientali che infieriscono dall’esterno avrebbero un impatto disastroso per tutte le funzioni vitali, se non fosse per i sistemi di controllo che hanno il compito di mantenere una condizione di stabilità per gli organismi stessi. Questi dipendono da meccanismi di retroazione, denominati feedback. L’equilibrio dei parametri vitali richiede un continuo monitoraggio delle variabili ed una conseguente azione correttiva.

Quando un organismo riceve una perturbazione esterna, le informazioni sono raccolte da sensori periferici ed inviate ad un centro di controllo, che elabora una risposta amplificata ed opposta allo stimolo esterno destabilizzante. La risposta è poi inviata ad organi effettori, che correggono i parametri disturbati, mantenendo l’equilibrio interno dell’organismo.

Feedback negativo
Feedback negativo

Una variazione del PH, col conseguente stato di alcalosi, sarebbe quindi una condizione disastrosa. Il nostro corpo utilizza questi meccanismi per mantenere il suddetto parametro sempre su un range ottimale, con brevissime fluttuazioni tollerabili, grazie soprattutto ad un lavoro compiuto da reni e polmoni.   

Nutrirsi prevalentemente di alimenti alcalini non serve assolutamente a nulla. Un alimento, dopo l’ingestione, viene a contatto con i succhi gastrici, fortemente acidi. L’alcalinità di un cibo è quindi neutralizzata dallo stomaco stesso. Qualora il pasto riuscisse a mantenersi basico, si metterebbero in moto i meccanismi su descritti di feedback negativo, per correggere un’eventuale fluttuazione del PH sanguigno e riportarlo all’omeostasi. Qualora esistesse una pietanza capace di superare tutti questi ostacoli escogitati dal corpo per mantenere il suo equilibrio interno, questa avrebbe un effetto del tutto simile ad un veleno, portando ad una condizione di alcalosi metabolica, e mangiarlo porterebbe alla morte.

È in base a questi concetti che la maggior parte della comunità scientifica classifica questa dieta come “bufala”. Non sorprende poi il fatto che Robert Young, il presunto dottore, il quale ha conseguito la laurea on-line presso un’università non riconosciuta, chiusa di recente perché colpevole di truffe a danno degli allievi, sia stato arrestato con l’accusa di esercizio abusivo della medicina.

Young arrestato
Young arrestato

Neanche gli studi scientifici che si fanno carico dell’obiettivo di dimostrare la presunta salubrità di questo regime alimentare paiono convincenti: se adottare una dieta ricca di frutta e verdura, che sono alimenti alcalini, si dimostra una strategia vincente per il benessere del corpo, ciò non avviene a causa del PH basico, ma bensì grazie alla presenza di micronutrienti essenziali ed importantissimi per il nostro organismo, come magnesio, potassio e tanti sali minerali.

Bisogna quindi diffidare delle tante bizzarre teorie che ultimamente si stanno diffondendo, anche grazie alla facile propaganda che si può attuare grazie al web, classificabili più come pseudoscienza che come verità. Il corpo umano tende naturalmente all’equilibrio. La strada per la salute è fatta di alimentazione corretta (per quantità e qualità dei cibi), attività fisica e giusto riposo, cercando di evitare lo stress.

Lorenzo Di Meglio

Bibliografia

David Randall, Warren Burggren, Kathleen French – Fisiologia Animale meccanismi e adattamenti – Zanichelli

John Kotz, Paul Treichel, John Townsend – Chimica – Edises

Sitografia

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3195546/?tool=pubmed