L’allerta maltempo sta continuando a paralizzare molte città italiane. In qualche caso si tratta solo di puro allarmismo, in altri, invece, il maltempo sta davvero mettendo in ginocchio cittadini, forze dell’ordine e comunità, provocando seri danni. Ormai da tempo la città di Genova è sotto i riflettori per l’emergenza maltempo, una città martoriata da pioggia e inondazioni.

Ma quale sarebbe la soluzione per mettere al sicuro la città e i suoi abitanti? Prova a dare risposta a quest’importante quesito Fabio Luino dicendo che, anche se può sembrare drastico, “bisognerebbe radere al suolo interi quartieri”, altrimenti, semplicemente “sperare che non piova più”. Lo spiega in un intervista a La Stampa, il geologo del Cnr, definendo tale situazione come “irrisolvibile”, la cui causa sarebbe da ricercare persino nel secondo dopoguerra quando vennero acquisiti terreni lungo i corsi d’acqua poiché, dice Luino, “quando piove, un corso d’acqua deve potersi allargare su un’area vicina al suo alveo. In Liguria, infatti, non hanno costruito solo accanto ai fiumi ma addirittura sopra”. Dunque la soluzione, anche se drastica, sarebbe quella di “abbattere ciò che è stato costruito nel posto sbagliato”. Fabio Luino tiene a precisare che le piogge di questi mesi, che stanno devastando Genova non sono poi più forti di altre, ma bensì è il terreno, oramai, a non regge più.Nel 1970 l’alluvione di Genova ha fatto 16 morti. Caddero 970 millimetri di pioggia, il doppio del 2011, più del doppio rispetto a due settimane fa – spiega il geologo -. Oggi parliamo di precipitazioni da 400 millimetri. Il terreno non riesce più ad assorbire l’acqua, ma se l’acqua potesse sfogarsi, avesse un suo spazio vitale e non staremmo qui a contare i danni”.

Per i cittadini genovesi, che conoscono abbastanza bene il problema, la causa sarebbe una: “gli oltre 60 anni di speculazioni fatta dai comuni mediante i piani di edilizia urbana”. Come per’altro afferma Claudio Burlando che dopo aver stimato i danni, quasi 1 miliardo di euro, risponde alla provocazione del premier Matteo Renzi che dal meeting in Australia punta il dito contro gli amministratori locali e i 20 anni di politiche del territorio da rottamare. Burlando, tesserato al PD, nonché Governatore della Regione Liguria, risponde che la responsabilità è dei condoni edilizi che, dice, “non li ha fatti il premier e non li abbiamo fatti noi, ma sono stati fatti a Roma. Tre condoni in 30 anni”.

Il cittadino più famoso di Genova, non si è lasciato sfuggire l’aspro commento ai fatti accaduti nella sua città, così, tramite il suo blog, Beppe Grillo fa sapere che secondo lui “l’Italia sta sprofondando nel fango mentre questi fanno le riforme perché ce lo chiede l’Europa. Tra un po’ Genova scivolerà in mare e nessuno avrà alcuna responsabilità. La colpa sarà della pioggia” e riferendosi a Renzi e Alfano, Grillo dice che questi “hanno i morti di pioggia sulla coscienza e fanno solo comizi”. “Qui si muore affogati per strada – continua – ma, come nel film ‘Il Corvo’: ‘non può piovere per sempre’. Tra il Paese reale e quello della cosiddetta politica si sta allargando sempre più la distanza”.

Giuseppe Ianniello