ITALIA – Che cosa è l’omofobia? L’omofobia è quell’insieme di pregiudizi, comportamenti e opinioni discriminatorie nei confronti di omosessuale e lesbiche. Le persone omofobe pensano che l’omosessuale e lesbiche siano individui pericolosi e perversi, malati o comunque “sbagliati”. Il grado di omofobia può variare da persona a persona e può oscillare da semplice disagio, alla paura fino alla violenza. Infatti, in una scuola di Perugia si è arrivati al caso estremo.
Uno studente di quattordici anni che frequenta un istituto della provincia di Perugia è stato aggredito da un suo docente durante la lezione. A confermare l’accaduto ci sarebbero tre compagni di classe. Infatti, il docente durante la lezione avrebbe pronunciato queste parole “essere gay è una brutta malattia” guardando fisso lo studente. Poi il professore ha replicato menzionando anche il nome del ragazzo; alla domanda del giovane chiedendo se si riferisse a lui il docente risponde di si e aggiunge che essere  gay è una brutta malattia e che il ragazzo ne dovrebbe sapere qualcosa. Il ragazzo risponde al docente dicendo “sicuramente, da quando conosco lei”. Dopo di ché si scatena l’ira del professore che inizia con lo sferrare dei calci al ragazzo, proseguendo con due pugni alla spalla finendo, poi, col prenderlo per il collo.
Solo dopo qualche esitazione il ragazzo ha raccontato l’accaduto ai genitori, i quali hanno deciso di portarlo in ospedale. I medici gli hanno riscontrato un ematoma guaribile in cinque giorni.
Infine i genitori e il ragazzo hanno deciso di denunciare tutto alla polizia. Invece il Preside dell’Istituto, a conoscenza della vicenda, ha chiesto di poter indagare prima. Intanto, come azione di cautela nei confronti del ragazzo, il preside lo ha sostato di sezione in modo tale che non potesse incontrarsi con il docente.
I genitori hanno deciso di rivolgersi a un avvocato che ha proceduto a depositare una querela.
L’adolescenza è caratterizzata dallo sviluppo dell’identità sessuale e da sentimenti di esplorazione e sperimentazione, che si traducono in un profondo bisogno di conoscenza. Così come tutti gli adolescenti, anche i giovani omosessuali sono particolarmente tesi a esprimere la propria curiosità sulla sessualità. È però per loro più difficile trovare informazioni attendibili e modelli positivi cui fare riferimento, mentre sono facilmente esposti ad atteggiamenti negativi verso l’omosessualità.
La stigmatizzazione e il senso di vulnerabilità cui gli adolescenti omosessuali sono esposti possono in molti casi portare a un progressivo calo dell’autostima e delle capacità di socializzazione oltre ad una maggiore preoccupazione per la propria sicurezza.

Tra le reazioni più comuni a queste pressioni negative si possono trovare il calo della motivazione e del rendimento scolastico oltre areazioni più estreme quali l’abbandono scolastico, le fughe da casa, il tentato suicidio. Il silenzio a proposito dei temi collegati all’omosessualità o l’imbarazzo con cui gli adulti le trattano, aumentano inoltre il senso di vulnerabilità ed isolamento che gli adolescenti omosessuali provano di fronte ai soprusi. S’innesca così un meccanismo vizioso: l’adolescente vittima di prevaricazione, consapevole di vivere in un ambiente potenzialmente ostile, non porta all’attenzione del personale scolastico le aggressioni di cui è oggetto, isolandosi.

Maria Angela Basso