Mentre a Brisbane Putin è protagonista del G20, a Kiev Petro Porošenko si fa intervistare dalla Bild: “Posso dire che l’Ucraina ha attuato tutte le clausole previste dal trattato di pace, siamo pronti per un compromesso e crediamo che il conflitto non possa essere risolto militarmente. Al contrario, la Russia promette qualcosa e il giorno dopo fa esattamente il contrario”.

Le parole di Porošenko

Porošenko ha inoltre affermato: “Noi non vogliamo la guerra, vogliamo la pace e lottiamo per dei valori europei. Ma la Russia non ha rispettato alcun accordo.” Per questo, Porošenko ventila la possibilità di un conflitto contro i russi: Non ho paura della guerra con le truppe russe e siamo preparati per lo scenario di una guerra totale. Il nostro esercito è attualmente in uno stato molto migliore di quanto lo fosse cinque mesi fa, ed abbiamo l’appoggio di tutto il mondo. I nostri soldati dimostrano che possono contare sul nostro Paese. Noi vogliamo più di tutti la pace, ma dobbiamo anche essere pronti ad affrontare, nostro malgrado, i peggiori scenari.”

Si aggiungono ulteriori parole di accusa verso il Cremlino: “Fino ad ora, la Russia ha sempre fatto così in pubblico, come se non avessero nulla a che fare con i separatisti. Se Putin ammette la sua influenza ora, allora deve assumersi la responsabilità del proprio Paese. Non credo che le madri russe capiscano perché i loro figli vengano a combattere e morire in Ucraina. I nostri Paesi sono vicini da 300 anni, molte famiglie sono miste.”

Infine, Porošenko dedica un passaggio all’ingresso nell’Unione Europea e nella NATO: “C’è una prospettiva di entrare nell’Unione Europea. Anche se abbiamo mandato una richiesta per unirci alla NATO, il blocco non sarebbe pronto per questo. Solo quando implementeremo le riforme e saremo allineati con i criteri saremo in grado di chiedere alla popolazione se vuole entrare nell’Alleanza.”

Le reazioni internazionali

Se da un lato Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria esprimono sostegno a Kiev, dall’altro arrivano le stoccate di Obama e Cameron: “È arrivato un messaggio molto chiaro dall’Europa alla Russia – ha detto il primo ministro britannico –  sul modo nel quale noi intendiamo affrontare la crisi ucraina nei prossimi mesi e nei prossimi anni”, mentre Obama ha aggiunto che “Se la Russia in Ucraina continuerà a violare lo spirito dell’accordo di Minsk, l’isolamento continuerà. La Russia ha l’opportunità di prendere una strada diversa per risolvere la crisi in Ucraina nel rispetto della sovranità e del diritto internazionale. Se lo farà io sarò il primo a eliminare le sanzioni che obiettivamente hanno un effetto devastante sull’economia russa”.

A Mosca non si fanno pregare per replicare: “La NATO non menziona i consistenti sforzi russi per stabilizzare la situazione in Ucraina, né il degrado socio-economico nel sud-est del Paese a causa del blocco della regione da parte delle autorità di Kiev. Inoltre, non sono menzionate le violazioni degli accordi di Minsk da parte degli ucraini e l’uso di mezzi ed equipaggiamenti militari contro la popolazione civile”, dichiara una portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova.

Quello che è sicuro è che, mentre a livello diplomatico continuano le provocazioni e la guerra fredda, nel Donbass continuano gli scontri, e tanto i soldati quanto i separatisti quanto i civili continuano a morire e ad essere feriti, con buona pace delle parole di Putin, degli occidentali e di Porošenko.

Simone Moricca