È un Giorgio Squinzi a tutto campo, quello che si concede ai giornalisti a Torino, a margine della consegna del premio “Andrea Pininfarina” per l’innovazione, durante la manifestazione “Premio imprese x innovazione”.

Ambiente e maltempo, crescita ed investimenti, rilancio infrastrutturale e riforme del lavoro: il numero uno di Confindustria Squinzi appare quantomai loquace e pronto a misurarsi col Governo Renzi per continuare a tracciare il percorso delle riforme.

In particolare, in seguito ai disastrosi giorni di pioggia e maltempo che hanno funestato il nord e il centro dell’Italia, le considerazioni di Squinzi si soffermano ben oltre il semplice danno economico: “Il problema è molto più grosso dei danni provocati dal maltempo. È la conferma del dissesto idrogeologico a cui aggiungerei quello sismico del paese. Il problema è credere che investire nelle infrastrutture è un dovere assoluto per il nostro Paese”.

Le carenze infrastrutturali italiane, del resto, erano già note da tempo. E se in queste ore c’è chi provocatoriamente propone di abolire il Ministero dell’Ambiente, come dice Antonio Marfella sul Fatto Quotidiano [1], Squinzi ne fa una questione anche più ampia, di opportunità di crescita e rilancio dell’economia. “I recenti numeri sull’economia italiana e sulla produzione industriale dicono come la durissima e lunghissima crisi non sia ancora finita. Ce lo aspettavamo”, continua, aggiungendo che “le radici della crescita si alimentano negli investimenti, privati e pubblici, diventano stabili e tenaci se affondano nella società e nelle istituzioni”.

Un contributo, insomma, non solo al ripristino delle condizioni di sicurezza di città e di salvaguardia del paesaggio, ma anche di recupero di opportunità lavorative così drammaticamente ridotte e causa dell’autunno caldo che il Paese sta sperimentando. “Le tensioni sociali di questi giorni devono essere per tutti un segnale di allarme perché la situazione è seria, servono misure robuste sul versante del lavoro”, continua Squinzi, lasciandosi andare ad una considerazione di fondo sul Jobs Act annunciato da Renzi agli imprenditori: “Si può giocare sulle sfumature però alla fine ci auguriamo che l’impianto di base sarà quello che ci è stato promesso”.

Un ultimo accenno anche alla Legge di Stabilità varata nelle ultime settimane dal Governo. Qui, il giudizio di Squinzi non è propriamente tenero: “La legge di bilancio è ancora timida sugli investimenti, il credito d’imposta su innovazione e ricerca è un buon segnale, ma è inadeguato rispetto alle necessità e a quanto stanno facendo altri Paesi”.

 

Emanuele Tanzilli

[1] http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/17/alluvioni-politiche-fallimentari-aboliamo-ministero-dellambiente/1216210/