Eco&Narciso riprende la strada della correttezza umana volta verso l’utopia. Con questo nuovo numero analizzeremo l’apparente contraddizione teologica con cui si volge lo sguardo scolastico al filosofo Tommaso Campanella. Seppur, constatando attentamente il suo pensiero, vi si scorga si cotanta confusione, ma raggelata in una coerenza di linearità efficiente.

È risaputo che Campanella abbia vissuto in maniera travagliata la vita da studioso, è infatti già col solo primo libro che si procurò un processo per tentazione all’eresia. Com’è giusto che sia, d’altronde, proiettandoci nello storicismo dell’inquisizione approdata dopo la riforma Luterana. Ma cosa si svelava di così scomodo nell’opera Philosophia Sensibus Demonstrata, riprendendo le tesi astrali di Platone e Telesio? Domanda retorica, cari lettori.

Col termine “astrologia” ad oggi si suole designare una sottovalutata scienza, che ha fondato i presupposti di contraddizioni teologiche proprie di Campanella. L’astrologia nasceva nella qualità dello studio che contempla i flussi degli astri, per poi prevedere i comportamenti che vi si proiettano nell’agire umano. È da considerarsi quale una forma di filosofia rivelatrice, sebbene postulandone l’arricchimento ha radici teologiche intrinseche nella scienza comprovata, risultando un insieme di equilibrio conoscitivo ai fini terreni. Secondo la tradizione quest’arte dimostrativa proviene dalla cultura della Mesopotamia, e dopo aver subito svariate indagini ha generato una raccolta della semina affascinante quanto mistica. In seguito alle informazioni ottenute attraverso la ricerca astronomica, questa è stata influenzata notevolmente dalla simbolizzazione divinatoria legata al fulcro di immagini che in sé racchiude: l’andamento del proprio destino, la fatalità scagliante e dipendente dai cieli, la concessione visiva sferzata dal limite tattile. I Greci decisero di assegnare ad ogni astro il nome di una divinità nel quale fluisse il carattere intrinseco di virtù e vizi, ma questo paganesimo mitologico fu poi cancellato e ridimensionato in banale occultismo, a causa delle avanguardie dogmatiche cristiane, incapaci di costellare al cielo le proprie qualità in nome di un creatore superiore anche alle immensità universali.

Tommaso_CampanellaCosì il corso della storia ha temporaneamente agito, mutando i significati delle tradizioni in simboli enigmatici quanto più stregati e occulti. Ma non è il caso di sottoporre la religione cristiana ad un tribunale inquisitivo seppur, tornando a Campanella, fu contrariamente così che accadde: parresìasta nello zodiaco del segno vergine, temerario ed ostinato, sottilmente predisposto ad un acume di intelligenza stratosferica e dal sangue notevolmente freddo, Tommaso Campanella riuscì più volte a congedarsi dall’accusa di pensatore astronomico ed eretico. Compose la sua follia attraverso la pacatezza di una lucidità immane, immaginando la splendida e iridescente “Città del Sole”, utopistico componimento dall’eccellenza linguistica e dal carattere prontamente comunitario, incline alla realizzazione del sommo bene che richiama la Repubblica di Platone. Ed a dispetto di ciò che si potrebbe intuire rilegando in puzzle la vita di Campanella, egli non era affatto un pessimista incallito: bensì, idealizzava il luogo perfetto dove conciliare l’uomo e la natura nell’insieme di reciproco panta rei dei movimenti, proprio come funziona la teoria della simpatia universale in astronomia, che ci ricorda come ogni parte dell’universo si muova in vicendevole rapporto con l’unità, non curante della lontananza reciproca degli elementi.

Sant’Agostino rinnegava la scienza degli astri in nome del libero arbitrio, saturando il paradosso clericale di poter scegliere tra bene e male incastrandoci in un vortice di regole. Mentre Campanella ha ideato con spontaneità una grossa metafora teologico-scientifica abdicando al sommo sapiente Re Sole ogni responsabilità governativa:

“Ma più di tutti bisogna che sia Metafisico e Teologo, che sappia ben la radice e prova d’ogni arte e scienza, e le similitudini e le differenze delle cose, la Necessità, il Fato e l’Armonia del mondo, la Possanza, Sapienza ed Amor divino e d’ogni cosa, e li gradi degli enti e corrispondenze loro con le cose celesti, terrestri e marine, e studia molto bene nei Profeti e astrologi. Dunque si sa chi ha da esser Sole…”

Una grande citazione simbolica, prettamente in linea con ciò che in vita lo intrigò in nome di rivelazione rivoluzionaria. Moltiplicando il fascino di realizzazione verso la concretezza sistemica a cui l’Inquisizione della controriforma lo sottopose. Si chiude l’articolo nell’immagine del Sole: forza motrice di ogni stella, in termini astrologici; platonico governatore di giustizia in termini utopici.

Fonti:

1. Astrologia in Dizionario Treccani

2. La Città del Sole, Tommaso Campanella

Alessandra Mincone