L’uomo ha da sempre avuto il bisogno di raccontare e di raccontarsi, ed è questa la ragione che fin dai tempi più antichi lo ha spinto a cercare continuamente nuove forme d’arte con la quale esprimersi.

Tra tutte le varie forme di espressioni artistiche il cinema è, di certo, la più giovane.

Ma poniamoci una domanda: che cos’è il cinema? Lo sappiamo davvero?

Oggi il cinema è diventato una componente essenziale e quotidiana della vita: ogni giorno milioni di persone si affollano davanti agli schermi delle sale cinematografiche.

Ma perché?

Al cinema si ha l’impressione che non ci si trovi di fronte ad una finzione: la realtà sembra direttamente trasferita sullo schermo; lo spettatore viene suggestionato dalla capacità del cinema di essere illusione della realtà.

Però, si tratta solo di un’illusione di cui è bene essere consapevoli per affrontare in modo critico e cosciente lo spettacolo filmico e non lasciarsi trascinare passivamente.

Ed è proprio questo l’obiettivo che mi sono posta: prendere per mano il lettore e accompagnarlo lungo tutti i processi evolutivi che hanno fatto di una macchina una fonte d’arte.

Cercheremo di maturare una conoscenza critica che possa permetterci di guardare al cinema con occhi diversi, con gli occhi di una persona che effettivamente sa e conosce ciò che c’è dietro la macchina delle emozioni.

Gli occhi attraverso i quali il cinema ha sempre desiderato essere guardato.

Nel primo articolo di questa rubrica cercherò di chiarire la distinzione tra cinema e cinematografo e ci approcceremo ai filmati dei fratelli Lumière.

Erroneamente, consideriamo come data della nascita del cinema con la data dell’invenzione del cinematografo.

Il cinema, in quanto arte espressiva, si pone l’obiettivo di trasmettere attraverso delle inquadrature un messaggio, di qualsiasi genere. Non è la mera trasposizione dei fatti; non segue la stessa linearità spazio temporale della realtà oggettiva ma è qualcosa di più.

Questa capacità di essere qualcosa di più non è connaturato con il cinematografo: è sorta solo con la nascita del montaggio e con la volontà, da parte del regista, di voler creare qualcosa nuovo.

La stessa invenzione del cinematografo è da considerare come un lungo processo che ha coinvolto i paesi economicamente avanzati (Stati Uniti, Germania, Francia, Inghilterra).

L’apparecchio brevettato dai Lumière è stato, diversamente dagli altri, in grado di rispondere a una particolare esigenza: la proiezione e la visione collettiva del filmato1.

L’invenzione del cinématographe, non fa altro che sintetizzare molte delle innovazioni che erano già state collaudate da altri ricercatori (la perforazione della pellicola nel 1888 da Reynaud e anche per la tecnica della proiezione si deve molto alla lanterna magica)2.

Nonostante tutto questo, il 28 dicembre del 1895, resta una data di grande importanza: il cinema Lumière mira a diventare uno spettacolo.

Nella realizzazione dei loro primi film i fratelli Lumière adottano un procedimento molto semplice: scelgono un soggetto che ritengono interessante, vi piazzano davanti la macchina da presa e riprendono la scena fin quando non si termina la pellicola. La composizione dell’immagine obbedisce ai principi estetici della fotografia (ciò ci induce a pensare che gli stessi Lumière lo considerano un’evoluzione della macchina fotografica).

Questi filmati sono per lo più scene di vita quotidiana; se consideriamo, ad esempio, L’uscita dalle officine Lumière, la loro prima opera, notiamo che non fa altro che documentare l’uscita degli operai dalla fabbrica.

In un primo momento, le proiezioni non ebbero molto successo; il pubblico era solo momentaneamente attratto da una novità tecnologica. La situazione cambia drasticamente con la proiezione de L’innaffiatore innaffiato, il pubblico comincia a fare anche delle file lunghissime per poter assistere allo spettacolo; uno spettacolo che diverte. innaffiatore annaffiato

Questo filmato, che è l’unico dei due fratelli che rappresenta una storia finta, provoca nel pubblico una reazione emotiva diversa da quella suscitata da tutti gli altri filmati. Esso è, a tutti gli effetti, l’archetipo dei film comici.

Tuttavia, i Lumière restano convinti del fatto che il cinema sarebbe stato solo una moda passeggera e quindi si sono dedicati esclusivamente ad aumentare la loro offerta di filmati, detenendo il monopolio e inviando degli operatori in giro per il mondo che hanno non solo raccolto le immagini ma anche organizzato le proiezioni.

Che dire, non sono stati poi così lungimiranti!

1 Il Kinetoscopio, messo a punto da Thomas A. Edison e dal suo assistente William K.L. Dickson, consente la visione di un brevissimo filmato a un solo spettatore per volta, che vede le immagini in movimento attraverso un mirino.

2 Il cinematografo, richiede la proiezione su grande schermo; una pellicola su supporto flessibile (come la celluloide); un trascinamento regolare della pellicola a 16 fotogrammi al secondo e un movimento intermittente della ripresa.

Cira Pinto