Dopo il caos degli ultimi giorni è stato finalmente fissato il consiglio comunale: Mercoledì 19 Novembre alle 16.30.  All’ordine del giorno ci sarà la discussione relativa alla tariffa TARI in seguito alle proteste che vanno avanti in città sin da mercoledì scorso.

La conferenza dei capigruppo di questa mattina ha finalmente raggiunto un accordo, e il Presidente del Consiglio ha convocato il consesso per domani alle 16.30. In prima battuta il consiglio era stato convocato per le 9.00 di mattina ma, dopo una dura battaglia delle opposizioni che richiedevano che il consiglio si facesse nel tardo pomeriggio per permettere la partecipazione popolare, si è deciso di spostarlo nel pomeriggio, anche dopo aver sentito il parere delle forze dell’ordine. La polizia, infatti, dopo la notevole manifestazione che da mercoledì investe la città e che ha portato avanti sit-in sino a venerdì, quando ha anche occupato le rampe dell’asse mediano, ha avvisato i membri del consesso cittadino che la tensione potrebbe creare disordini, per cui riteneva fosse più sicuro non farlo troppo tardi.

Ci si attende, infatti, un consiglio comunale di fuoco in cui le opposizioni faranno una dura battaglia in un contesto infuocato per la presenza della cittadinanza inferocita. Francesco Gargiulo, portavoce del gruppo Sant’Antimo in Movimento, che da settimane lavora insieme ai gruppi di opposizione consiliare, dichiara che “finalmente la cittadinanza ha una coscienza sul problema”. “La popolazione – spiega Gargiulo – non sapeva quanto era stato approvato lo scorso Luglio in Consiglio comunale, informazioni che ora ha grazie al Web. Tutta la città sta chiedendo di terminare la “trattativa” che sin dalla campagna elettorale la maggioranza sta portando avanti”. Sulle possibilità di scontri ed iniziative violente dei manifestanti Gargiulo è chiaro: “La maggioranza è lì per fare gli interessi della cittadinanza, se seguirà le necessità della popolazione non ci saranno problemi. La prima cosa da fare è la rescissione immediata del legame con il consorzio CITE, che costa alla città quasi 7 milioni di euro l’anno”.

Non è possibile rescindere un contratto all’improvviso senza valide motivazioni”. Il Sindaco, Francesco Piemonte, risponde così a chi dalla minoranza chiede tale provvedimento. “Il contratto – continua il sindaco – è assolutamente legittimo e non presenta errori. Se qualcuno all’opposizione pensa questo deve andare dagli organi competenti”. Sul costo del contratto il sindaco spiega che nel 2012, in piena emergenza rifiuti, “una gara andò deserta e alla successiva l’azienda vincitrice rinunciò all’appalto, dimostrando che l’appalto non era così appetibile e scatenando le sollecitazioni della prefettura che chiedeva di continuare il servizio di raccolta dei rifiuti”. Per quanto riguarda il caos sull’orario di convocazione il sindaco spiega che “negli ultimi due anni il consiglio è stato sempre convocato di mattina, anche se con le proteste della minoranza. Ma quando i cittadini – continua il sindaco – mi hanno chiesto di spostare per poter partecipare in modo democratico non abbiamo potuto non accontentarli e spostare la seduta al pomeriggio”.

Francesco Di Matteo