La National Security Agency (NSA), agenzia d’intelligence preposta alla raccolta sistematica di tutte le risorse telefoniche dei cittadini americani, è da circa 18 mesi sotto i riflettori per il famoso scandolo Datagate, che al tempo fece tremare l’America e l’intera popolazione. Lo scandalo partì dopo le rivelazioni sui programmi di ascolto fatte da Edward Snowden, ora protetto in Russia. Il giovane aveva fatto arrivare, nel giugno dello scorso anno, dei documenti segreti al Guardian.

Con il progetto di legge denominato USA Freedom Act, i democratici volevano limitare i poteri della Nsa. La riforma è stata bloccata al Senato non raggiungendo il voto procedurale dunque non passando così, per soli 2 voti, al dibattito. A schierarsi contro sono stati 40 repubblicani e un solo democratico , 58 i favorevoli e 42 i contrari . Il progetto di legge è stato bocciato dai repubblicani poichè giudicato troppo radicale: infatti il testo avrebbe limitato troppo i poteri della NSA e i controlli sarebbero potuti divenire quasi inefficaci. Lo stesso progetto però era sostenuto a gran voce da Barack Obama, appoggiato da molte ONG e aziende della Silicon Valley come Google e Apple. Le ultime, domenica, in una lettera, avevano invitato all’adozione del testo.La riforma consiste nel porre fine alla raccolta di chiamate e dati telefonici del popolo americano e, qualora passato, sarebbe andato a modificare il Patriot Act acronimo di “Uniting and Strengthening America by Providing Appropriate Tools Required to Intercept and Obstruct Terrorism”, tanto discussa legge anti terrorismo voluta dal presidente George W. Bush dopo l’attentato terroristico dell’11 settembre. Tale legge consente all’intelligence e alle autorità giudiziarie di intervenire nella vita privata dei cittadini autorizzando controlli estesi a tutti i livelli.

I repubblicani festeggiano, Mitch McConnell, leader dei repubblicani al Senato, esclama: “Questo è il momento peggiore per legarci le mani dietro la schiena”, il leader è convinto che la riforma limita troppo la capacità di azione dell’intelligence di contrastare la minaccia terroristica,. Gli Stati Uniti” – dice – “devono mettere in atto una campagna militare per indebolire, smantellare e sconfiggere l’Isis. Non è il momento di esaminare una proposta di legge che azzera gli strumenti di cui abbiamo bisogno per sconfiggere lo stato islamico”.

Il no di stamattina rimanda tutto all’anno prossimo anche se dal prossimo gennaio il Grand Old Party avrà il controllo dell’intero Congresso e si prevede quindi che sarà più difficile che la riforma possa essere approvata. Patrick Leahy, democratico a capo della commissione giustizia della camera nonché firmatario della riforma dice che non intende “rinunciare alla lotta per far approvare la riforma”, “non escludo” – dice –  “di poter tentare di nuovo un passaggio in aula nelle prossime settimane”, come lui anche il senatore dell’Oregon Ron Wyden non demorde. Alla vigilia del voto, un ex primo ministro della giustizia e un ex direttore NSA avevano scritto sul Wall Street Journal delle righe dal titolo abbastanza chiaro “Una riforma della NSA che solo lo Stato Islamico può apprezzare”.

Il voto descrive in pieno la divisione che dal voto delle elezioni di Midterm, lo scorso 4 novembre, spacca in due la classe politica americana. Divisione tra protezione della vita privata e sicurezza nazionale.  “Il blocco della legge  garantisce alla NSA di continuare i suoi programmi di sorveglianza di massa per almeno altri sei mesi, e altro tempo ancora”, fa sapere il Center for Democracy and Technology.

Questo è solo il primo di una lunga serie di paletti imposti al lavoro del Presidente americano Obama da parte dei repubblicani. Possiamo dunque prendere atto che  l’anatra, oltre che essere zoppa, ha anche la ali legate. Questo voto permette alla Nsa di continuare a spiare le conversazioni del popolo americano, anche se il 70% di essi sono preoccupati per le intrusioni del Governo nelle comunicazioni digitali chiedendo a gran voce maggior tutela alla loro privacy.

 

Giuseppe Ianniello