Secondo quanto denuncia la Cisl, la delegata Marilena Petruccioli dipendente di categoria protetta per l’azienda Nestlé-Perugina, sarebbe stata licenziata per giusta causa. La colpa? Un post su Facebook.

Ecco quanto ha dichiarato il segretario regionale Fai Cisl Umbria Dario Bruschi: “l’atto mette in discussione la storia delle relazioni sindacali con il gruppo Nestlé. Relazioni che sono state gettate al vento con un atto unilaterale inaccettabile che è giunto come un fulmine a ciel sereno”. Ad essere licenziata per giusta causa è Marilena Petruccioli, Rsu aziendale e categoria protetta per un grave infortunio sul lavoro nella fabbrica della Perugina: “Forse l’azienda – ha aggiunto Bruschi – ha considerato Marilena Petruccioli una Rsu scomoda in quanto ha sempre espresso le proprie idee in maniera chiara e diretta? Il nostro dubbio è che il suo carattere passionale sia mal digerito da qualcuno nello stabilimento della Perugina. Tutti i livelli della federazione, sostenuta dalla Cisl, da oggi sono impegnati per opporsi a sanare legalmente questo clamoroso autogoal Nestlé, che sbandiera codici comportamentali di correttezza e moralità e poi all’oscuro di tutti licenzia una Rsu, soprattutto una lavoratrice con inabilità fisiche”. 

Il post incriminato dall’azienda sarebbe quello in cui la lavoratrice scriveva: “Oggi mi è capitato di leggere un provvedimento disciplinare in cui il capo del personale di questa azienda, e badate bene non il proprietario il padrone, ha usato un termine a dir poco vergognoso “COLLARE” qualcuno dei suoi superiori dovrebbe fargli un ripassino dei principi che l azienda per la quale lavora sbandiera ovunque. Il collare lo indossano i cani non le persone e certi personaggi che ricoprono certi ruoli dovrebbero stare attenti ai termini che usano in certi atti ufficiali tanto più che sembrerebbe che sto personaggio occupi il parcheggio per invalidi quando si reca a rinforzare i muscoli peccato il cervello non ne trae beneficio».

Sul caso la Cisl ha promesso battaglia, ma il caso è finito in Parlamento, è il deputato di Sel, Nicola Frantoianni a presentare un’interrogazione parlamentare al ministro Poletti: “E’ questo – si chiede il coordinatore nazionale di Sel – il modello di corrette relazioni fra datori di lavoro e lavoratori, cui vuole consegnarci il governo con il Jobs Act?. Questo licenziamento è un atto gravissimo e discriminatorio, lesivo della libertà e della dignità della lavoratrice. Per questo il ministro del Lavoro deve intervenire”.

Aggiornamento delle ore 13:00

L’Azienda ha diramato un comunicato stampa, lo riportiamo interamente:

NOTA STAMPA

 

Milano, 19 novembre 2014 – In merito ai fatti rappresentati ieri circa il presunto licenziamento della signora Marilena Petruccioli a seguito di suoi commenti pubblici su alcuni Social Network, Nestlé Italiana intende precisare quanto segue:

La signora Marilena Petruccioli, rappresentante sindacale, a fronte della violazione delle regole di igiene e sicurezza da parte di un collega, ha attaccato pubblicamente i responsabili del personale aziendale, ridicolizzando sui social media il loro impegno teso a far rispettare le stringenti disposizioni igienico-sanitarie e di sicurezza previste all’interno dell’azienda, a tutela dei lavoratori stessi, dei prodotti e dei consumatori.

Infatti, l’episodio da lei rappresentato con scherno sui Social si riferiva in modo chiaro ed inequivocabile a un richiamo da parte dei responsabili del personale dello stabilimento verso un collega a fronte di una accertata violazione delle norme sull’utilizzo dei regolari abiti da lavoro e dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) previsti per la mansione svolta sulle linee di produzione.

I commenti pubblici della rappresentante sindacale hanno minato l’autorevolezza di chi all’interno dello stabilimento ha la responsabilità di far rispettare le normative vigenti per assicurare al consumatore un prodotto di alta qualità e la sicurezza dei lavoratori.

Da un esponente sindacale che ha la responsabilità di rappresentare centinaia di persone che lavorano nel più grande stabilimento del Gruppo Nestlé in Italia, ci si attendeva il sostegno e non la critica agli sforzi rivolti a salvaguardare – sempre e comunque – la sicurezza sul posto di lavoro, l’igiene e la qualità del prodotto.

Proprio in qualità di rappresentante dei lavoratori, la Signora avrebbe dovuto farsi essa stessa portavoce di comportamenti esemplari all’interno dei sito.

La scelta invece di ridicolizzare pubblicamente, attraverso i social media, dove raccoglie un ampio seguito di colleghi, il comportamento di chi nel suo ruolo ha solamente agito per far rispettare le norme è ancor più grave perché legittima comportamenti errati che non possono essere accolti o giustificati in uno stabilimento Nestlé.

Risulta inoltre fuorviante il tentativo di rappresentare e minimizzare i ripetuti commenti della signora Petruccioli come non riferiti, o riferibili, al contesto dove lei lavora.

L’Azienda quindi conferma l’intenzione di sanzionare il comportamento tenuto da Marilena Petruccioli, ma – in quanto rappresentante sindacale dello stabilimento Perugina – non le sarà applicato nessun provvedimento senza che si sia svolta la procedura di consultazione sindacale prevista dalle normative vigenti.

L’Azienda auspica che i punti evidenziati vengano colti dalle rappresentanze sindacali e che il confronto possa risultare costruttivo e si possano ristabilire al più presto le corrette e consuete relazioni sindacali.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.