Dopo quasi un mese di regular season a guidare il power ranking troviamo i sorprendenti Memphis Grizzlies. Chi se lo sarebbe mai aspettato? Probabilmente neanche loro. Eppure gli Orsi del Tennessee ad oggi sono stati sconfitti una sola volta a Milwaukee, nel finale per giunta, a causa del fallo di un ingenuo Courtney Lee che regalato alla penetrazione di Brandon Knight un gioco da 3 punti allo scadere. Per il resto, una stagione sin qui perfetta degli uomini di coach Joerger che dopo la decima vittoria iniziano a crederci davvero.

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Il fallo di Lee che ha portato Knight al tiro libero sul 92-92

PARLANO I NUMERI – 10 vittorie e una sconfitta non sono mai un caso. E in effetti non lo sono affatto. Come sempre, il segreto di una squadra non è mai nell’attacco bensì nella capacità di sacrificarsi in difesa; Memphis infatti è quinta con 97 punti nel Defense Rating (il numero di punti che una squadra concede per 100 possessi). E non è qualcosa che stupisce, perché da anni ormai la solidità è l’elemento cardine di un gruppo che, a detta di tutti, nessuno vorrebbe mai incontrare nella post-season. Il fatto di essere una delle poche squadre a giocare ancora costantemente la tall ball (con due lunghi) fa sì che si giochi prevalentemente in post alto, il che spiega perché sia a livello offensivo la penultima squadra per tiri da 3 tentati a partita (14,5), anche se l’arrivo di Vince Carter potrebbe cambiare nei minuti finali alcune strategie e gestione di possessi. Per giocare in post, i Grizzlies però sono dipendenti da Marc Gasol che grazie alle sue doti di passatore guida l’attacco e che, soprattutto non ha un sostituto; lo scorso anno, infatti, durante la sua assenza i Grizzlies viaggiavano con un record di 13-17 (media vittorie 0,7%), rispetto a un 37-15 dopo il suo ritorno (media di 2,4%) con sole 3 sconfitte interne. Del resto, buon sangue non mente.

ULTIMA VITTIMA – Nella scorsa notte, nello scontro tra le franchigie con il miglior record, Memphis ha annientato i Rockets. Vero che i texani erano al back-to-back, reduci dalla vittoria in Oklahoma, però non ci si aspettava una gara a senso unico. Naturalmente, a fare la differenza è stata ancora una volta la difesa che ha completamente annullato Harden, solo 6 punti con 1/8 dal campo per il Barba, e che ha costretto Houston a perdere ben 15 volte la sfera. Un attacco in serata, invece, in particolar modo dall’arco (7/17), ha permesso di chiudere il primo quarto con un parziale di 13-0 e di andare all’intervallo con il 67% dal campo. La partita è praticamente terminata lì, con i Rockets che addirittura arrivano a toccare un distacco di 31 punti dopo la tripla di Lee nel terzo quarto. Ben sette giocatori hanno terminato in doppia cifra, ma una nota di merito va a Conley che in soli 23 minuti ha realizzato 19 punti (6/10, 6-6 dai liberi) e 6 assist e che a fine partita ha dichiarato:”We’re one of the teams to be reckoned with“; in poche parole: “Attenti a non sottovalutarci”.

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Kobe Bryant (36) tocca quota 32.000 punti in carriera

NELLA NOTTE – Vittoria importante dei Los Angeles Lakers in casa degli Hawks che interrompono così la striscia di 4 sconfitte consecutive. Neanche a dirlo, protagonista della serata il solito Kobe Bryant che mette a referto 28 punti, ma questa volta con percentuali buone (10/18 dal campo, 3/7 da tre) e che svetta a quota 32.000 punti in carriera (-191 da Jordan). Ad Atlanta si rivede Nick Young, all’esordio stagionale dopo la frattura alla mano nella pre-season, 28 minuti per lui con 17 punti e 5 rimbalzi; doppia doppia per Lin (15 punti, 10 assist) e Boozer (20 punti, 10 rimbalzi) che, per la prima volta, appaiono non disorientati in campo e non arrecano particolari danni. Da segnalare un’altra sconfitta per New York in casa dei Bucks, nonostante l’ottima prova di ‘Melo, Shumpert e Hardaway Jr: 71 punti per i tre sui 113 totali. Prevedibile sconfitta, invece, per i Thunder in casa dei Jazz. A Sacramento, lo pterodattilo Anthony Davis guida i suoi Pelicans alla vittoria con 28 punti, 9 rimbalzi e la solita liberale dose di stoppate (3).

TUTTI I RISULTATI

Los Angeles Lakers 114 – 109 Atlanta Hawks
New York Knicks 113 – 117 Milwaukee Bucks
Oklahoma City Thunder 81 – 98 Utah Jazz
New Orleans Pelicans 106 – 100 Sacramento Kings

Fonte immagine media: google.com

Michele Di Mauro