Si era presentato come l’uomo dei bilanci, poi il calcio italiano gli ha fatto cambiare idea. Thohir dopo aver meditato per più di una settimana l’esonero di Mazzarri, ha preferito lasciarsi alle spalle tutte quelle teorie sul Fair Play finanziario e sulla riduzione del monte ingaggi ed affidare il futuro dell’Inter e della sua presidenza ad una vecchia conoscenza della galassia nerazzurra: Roberto Mancini.

Stando alle parole del presidente indonesiano, la scelta di Mancini era già stata messa in preventivo in vista del derby ma forse sarebbe stato più giusto regalare all’ex tecnico del Manchester City una settimana in più ed ingaggiarlo subito dopo la gara col Verona. Ad ogni modo, l’esonero anticipato di Mazzarri ha sorpreso tutti: nessuno credeva che Thohir avrebbe buttato via gli oltre 10 milioni di euro lordi residui di contratto con l’allenatore livornese. Ed è qui il problema: Thohir si è rovinato.

L’anno prossimo l’Inter spenderà 7,5 milioni di euro netti alla voce Allenatore: 4 per Roberto Mancini e 3,5 per Walter Mazzarri, sempre che quest’ultimo non si trovi una nuova panchina in vista della prossima stagione. Il club di Via Turati spende la stessa cifra che il Real Madrid versa sul conto di Carlo Ancelotti. Roba non da poco, ma non finisce qui. 

A gennaio Mancini vorrà un Inter più forte, di grande spessore e qualità. Ecco che allora spuntano i primi nomi di questa nuova Inter targata Mancio: Cerci, Gerrard e Darmian; fantasie che costano caro.

Con un bilancio in rosso ed un passivo di 82 milioni di euro, sembra difficile credere che l’ Inter possa permettersi di fare determinate operazioni di mercato e sopratutto reggere l’impatto del pesante ingaggio del neo tecnico Mancini.

E se l’ex giocatore di Lazio e Sampdoria stesse tenendo in caldo la panchina all’amico e collega Siniša Mihajlović?

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Lorenzo Russo