Il 20 novembre il mondo chiede giustizia per i 43 desaparecidos di Iguala. Sono più di 200 le città del pianeta che stanno ospitando manifestazioni, happening e cortei di solidarietà nei confronti degli studenti della Escuela Normal Rural di Ayotzinapa scomparsi il 26 settembre scorso a Iguala, in Messico. Il filo rosso che, da Città del Messico, si sta srotolando attorno al mondo in queste ore tocca quasi ogni latitudine: dalle Americhe all’Oceania, passando per l’Asia e per tantissime città europee, le azioni di solidarietà globale sono accomunate dal grido di giustizia “Todos Somos Ayotzinapa”.

L’assurda e sconvolgente vicenda che sta tormentando il Messico, e non solo, da quasi due mesi ha toccato le coscienze di tutti. Il fatto che la crisi dei diritti umani che sta interessando alcune zone del paese sia arrivata a toccare non solo narcotrafficanti e migranti (principali vittime della guerra della droga e dei fenomeni annessi), ma addirittura degli studenti, ha portato gli occhi del mondo a fissarsi su questo pezzo di America troppo spesso dimenticato dalle cronache.

Oggi, 20 novembre 2014, Città del Messico è il centro del mondo. Alle 17 ora locale (mezzanotte del 21 in Italia), le tre carovane della Bri­gada Nacio­nal de los 43 Desa­pa­re­ci­dos arriveranno in Piazza della Costituzione, il celebre Zócalo di Città del Messico, centro della capitale e dell’identità culturale messicana.

Le carovane, composte da familiari, amici e colleghi dei 43 studenti, sono partite giovedì 13 novembre da Tixtla, nei pressi di Chilpancingo, capitale federale dello stato di Guerrero, ed hanno intrapreso un percorso itinerante che ha toccato diverse città del paese, da nord a sud. Nello stato meridionale del Chiapas, i familiari dei desaparecidos sono stato accolti delle milizie dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln), e da lì hanno proseguito risalendo per Oaxaca fino ad arrivare, oggi, nel centro del Distretto Federale.

In Italia, le azioni di solidarietà per Ayotzinapa si sono svolte a Roma (Piazza delle Cinque Lune), Milano (Corso Giacomo Matteotti) e Bologna (Piazza Giuseppe Verdi). In quest’ultima, l’associazione YaBasta e il centro sociale TPO hanno coordinato un flash mob a cui hanno partecipato circa un centinaio di studenti. L’azione ha previsto l’affissione pubblica di ritratti dei 43 studenti realizzati da alcuni artisti grafici messicani. Per simboleggiare la comunanza con i ragazzi di Ayotzinapa, la cui unica colpa è stata quella di essere studenti con una coscienza sociale, gli universitari bolognesi hanno indossato maschere bianche ed ereditato i nomi di ciascun desaparecido al momento dell’affissione.

Di seguito riportiamo alcune foto a testimonianza dell’evento.

Cristiano Capuano