Come si preannunciava quello di ieri è stato un consiglio comunale ad altissima tensione a Sant’Antimo. Erano più di 300 le persone accorse alla sala consiliare per seguire il consiglio inerente la vicenda TARI che da più di una settimana ha provocato le proteste dei cittadini.

Apre il consiglio comunale il consigliere di opposizione Giuseppe Italia, il quale espone alcune proposte a nome dell’opposizione. La prima proposta è una riduzione del 30% della bolletta per tutti i cittadini che hanno visto una lievitazione del costo della tassa, poi una serie di riduzioni in base all’ISEE ed in base alle difficoltà economiche, come per i nuclei familiari che hanno componenti in Cassa integrazione o in mobilità, oltre all’alzamento della detrazione per i nuclei familiari che hanno invalidi al proprio interno, e in più sconti sostanziosi per chi conferisce i rifiuti direttamente all’isola ecologica. Le proposte vengono accolte da forti applausi di approvazione dalla cittadinanza presente.

A nome della maggioranza risponde il sindaco, Francesco Piemonte, che a stento riesce a parlare a causa delle proteste della folla. Secondo il sindaco le proposte della minoranza sono irricevibili perchè il comune ha problemi di bilancio. Il primo cittadino, poi, spiega che il 54% delle famiglie santantimesi hanno ricevuto una riduzione del costo della tassa. Il costo netto, spiega il sindaco, è sempre di 107 euro per abitante, “non è cambiato il costo del servizio ma solo la ripartizione dei costi secondo il principio di chi più inquina più paga“. Il sindaco, poi, ha presentato le proposte della maggioranza alla città: sconti del 30% sull’aumento per redditi fino a 15mila euro annui, sconti che calano al 15% fino a 26mila euro, e sconti in base alla grandezza del nucleo familiare. Inoltre il sindaco propone di rimandare i termini di pagamento al 31 marzo 2015.

Intervengono poi i consiglieri di maggioranza, Castiglione e Pedata. Entrambi, nonostante negli ultimi tempi abbiano più volte apertamente attaccato il sindaco, hanno difeso a spada tratta l’amministrazione, nonostante le contestazione dei cittadini. Castiglione, inoltre, propone di fare un nuovo censimento dei nuclei familiari e proporre un ulteriore sconto del 50% sull’aumento a persona per chi dimostra che un componente del nucleo paga già la tassa in altro comune o è venuto a mancare. Castiglione, poi, ha chiesto alla cittadinanza di apprezzare lo sforzo, “qui ci stiamo prendendo la faccia e stiamo ricevendo insulti e schiaffi in faccia“. Il consigliere Pedata, invece, spiega ai cittadini che il costo del servizio è alto perchè “abbiamo preteso il massimo dell’igiene e del servizio“, per poi essere inondato dalle proteste dei cittadini che lamentano anche un pessimo servizio.

Interviene quindi l’ex sindaco Vergara, consigliere di opposizione, che, secondo i dati che diffonde, dimostra come il costo del servizio sia passato dai 2,8 milioni di euro l’anno, secondo il contratto del 2008 stipulato con Ecologia Saba, poi sciolto per collegamenti con la camorra, ai 4,9 milioni di euro del 2012, gara affidata per 7 anni al consorzio CITE. Quando il consigliere Vergara ha illustrato le cifre c’è stato anche un lancio di monetine dal pubblico verso i banchi della maggioranza. A conclusione dell’intervento Vergara ha poi assicurato “l’impegno dell’opposizione a controllare l’operato della ditta” e invitando l’amministrazione “a rescindere quanto prima il contratto con il consorzio“. A Vergara ha risposto Piemonte, rilanciando che l’aumento è di “solo” 800mila euro ed è dovuto al servizio di porta a porta, “sistema ritenuto migliore da tutta Europa, come dimostrano i dati che rivelano una differenziata pari al 61% a Sant’Antimo“. Il sindaco, poi, racconta che la gara del 2012 andò deserta per due volte, “forse perchè l’appalto non era così appetibile“. Il consigliere Pappadia, in quota PD, ha spiegato che “il problema non è il sindaco ma il contratto, una vera zavorra per la città“, prima di leggere un documento del Partito che chiedeva ufficialmente le dimissioni del sindaco, seguito da una standing ovation del pubblico. Alla richiesta di dimissioni il sindaco ha detto che non si sarebbe dimesso, “a meno che non ci sia una mozione di sfiducia o la metà dei miei consensi non firmi una petizione per rimuovermi“. Interviene, a concludere, anche il consigliere del PD Domenico Russo, il quale spiega che Sant’Antimo paga quasi 260 euro in più rispetto alla media nazionale. Poi lancia dure accuse alla maggioranza: “la campagna elettorale di chi stiamo pagando? perchè si è presentata una sola ditta? c’è un manovratore occulto a Sant’Antimo che tira le fila della città da 20 anni“.

Il consiglio si è concluso col voto sulle due proposte. La proposta della maggioranza è passata con 16 voti a favore, quelli della maggioranza, e la ferma opposizione della minoranza con i loro 4 voti. Parti inverse per la proposta dell’opposizione, che ha trovato 4 voti favorevoli e 16 astenuti. Le due mozioni sono state, quindi, votate come semplici atti di indirizzo in attesa del parere del ragioniere capo.

Francesco Di Matteo