Oggi, presso la sede di Confindustria, si è tenuta l’Assemblea di Business Europe; il premier Renzi non si è fatto sfuggire l’occasione per affrontare i più disparati argomenti di interesse pubblico: dall’art. 18 all’Italicum.

“L’ARTICOLO 18 NON È PIU’ OSTACOLO A INVESTIMENTI”
Durante l’assemblea delle confindustrie  europee il  Presidente del Consiglio ha introdotto le novità legate al Job Acts: «Sul mercato del lavoro l’idea è quella di provocarvi: liberiamo il sistema tradizionale italiano, l’art.18 simbolo di una tradizione italiana ora non è più un ostacolo e possiamo ridurre le imposte» inoltre ha aggiunto che su questo «ci sarà un decreto attuativo a gennaio dopo che l’ultimo voto in Parlamento sarà il 9 dicembre».
L’obiettivo è quello di favorire gli investimenti da parte delle imprese che, secondo Renzi, grazie all’articolo 18 sarebbero più propense ad avviare un’attività imprenditoriale nel ”belpaese” non considerando tutte le difficoltà burocratiche che queste dovranno affrontare.
Renzi ha raccolto il consenso anche del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che, rivolgendosi al premier, ha affermato: «Siamo fiduciosi che, grazie al tuo impegno, il Governo chiuderà con successo la presidenza italiana del semestre europeo. A proposito di riforme, Confindustria è consapevole dei tuoi sforzi per realizzare quelle strutturali che l’Italia aspetta da tanto tempo».
Squinzi ha anche sottolineato l’urgenza di rilanciare la crescita dell’Italia in Europa: «A cinque anni dall’inizio della crisi  l’Europa è l’area del mondo con la crescita economica più debole». E i risultati delle elezioni europee «dimostrano l’urgenza di fare tutto il possibile per dare risposte allo scetticismo crescente nei confronti della capacità dell’Ue di proteggere in suoi cittadini». Un obiettivo che può essere raggiunto «assicurando la crescita e l’occupazione, attraverso misure coraggiose ed efficaci di politica industriale, che sono il cuore dell’economia reale».

“SERVE NUOVA VISIONE DEL SOGNO EUROPEO”
Renzi ha colto l’occasione per rispondere anche al Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker mandando un messaggio anche all’Europa:«Noi rispettiamo il 3%», anche se non è un bene per l’economia italiana, questo «è un messsaggio di credibilità verso i miei colleghi europei». Ma aggiunge: «Io rispetto i vincoli di Maastricht, ma il mondo è cambiato, dobbiamo pensare ad un nuovo paradigma. Questa è la discussione per il 2015».

“SAPREMO CHI VINCE LE ELEZIONI”
Un focus è stato fatto anche sulla legge elettorale «Con l’Italicum c’è una chiara designazione del vincitore»,così chi ottiene la maggioranza alle elezioni «potrà realizzare il suo programma».
Il presidente del Consiglio ha detto chiaramente di voler «evitare le coalizioni. … Io posso anche perdere alle elezioni ma con un messaggio chiaro», ha aggiunto. «In Europa se c’è un accordo tra i partiti tutto è chiaro, in Italia non è così», ha spiegato. «Se il sistema elettorale italiano ci fosse stato in Vaticano avremmo quattro papi?», ha ironizzato il premier.

Infine non è mancato un accenno alle riforme costituzionali: «Abbiamo 139 articoli nella nostra Costituzione, ne abbiamo cambiati 42: è un vero cambiamento, una rivoluzione perché è anche un cambiamento nel ruolo tra potere centrale e locale».

Fonte: www.lastampa.it

Fabio Palmiero