A Napoli la manifestazione nazionale della FIOM, polemiche sulle frasi di Maurizio Landini, ma lui rilancia ai nostri microfoni: “siamo in piazza per spiegare le nostre proposte”. Orfini commenta: “Landini offende milioni di persone”. Una vera e propria piazza rossa, stimate circa 30.000 presenze.

Nel capoluogo campano, simbolo del sud Italia, scende in piazza il corteo nazionale della FIOM, dopo una serie di iniziative di protesta contro il governo Renzi e le politiche in materia economica e di lavoro. Sono in tanti e vengono da tutto il mezzogiorno, con gli operai ci sono gli studenti delle scuole campane in occupazione contro “la buona scuola di Renzi”, i lavoratori precari dei call center e delle aziende in crisi. Presenti anche i sindacati autonomi e i partiti della sinistra extraparlamentare: L’Altra Europa con Tsipras, PRC, PdCI, PCL, PC di Marco Rizzo. Al corteo presenziano anche gli operai dell’AST di Terni, protagonisti delle manganellate subite a Roma qualche settimana fa, i quali rilanciano la loro lotta affinché non chiuda la fabbrica. Tra le altre realtà presenti del mondo del lavoro anche gli operai dell’Ansaldo Breda, dell’Alenia di Capodichino, la FIOM Whirpool. In piazza anche il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, dopo aver festeggiato il reintegro. Sono più di 30.000 secondo i dati della Questura e hanno bloccato la città, il corteo è partito alle 10:00 del mattino per arrivare a Piazza Matteotti, con l’intervento annunciato di Maurizio Landini dal palco.

Gli operai che sfilano per il lungo Corso Umberto hanno reclamato i propri diritti, ma non vogliono passare per “professionisti della protesta” come li ha definiti Matteo Renzi, l’ha spiegato Maurizio Landini ai nostri microfoni: “Ma non è così, lui lo sa perché le nostre proposte gliele abbiamo inviate, dobbiamo discutere del rientro dei capitali, del pareggio di bilancio, dove andare a prendere i soldi, della lotta alla corruzione e all’evasione, vogliamo far ripartire gli investimenti anche con un intervento pubblico, ripristinare la pensione di anzianità – afferma il leader della Fiom – ma deve rendersi conto non di quello che facciamo noi, ma quello che fa lui”, poi l’attacco: “ha scelto di stare da una parte sola, dalla parte di Confindustria e dei poteri forti e non dalla parte dei precari e degli studenti, con quella parte di paese che gli dice che le cose che sta facendo non vanno bene”. Per Landini “Renzi non è poi così tanto rappresentativo, dopo aver girato le fabbriche e i luoghi di lavoro, perde colpi ormai, chi è causa del suo male pianga se stesso”. Infine la posizione sul meridione: “Abbiamo scelto di essere a Napoli oggi – ha spiegato Landini – per dare voce al Mezzogiorno che sta pagando un prezzo doppio rispetto al resto del Paese e per dire che se non c’è una politica di rilancio degli investimenti pubblici e privati in grado di recuperare questa differenza, rischiamo di andare a sbattere”.

Si può parlare di corteo riuscito, ma le polemiche ci sono state su una dichiarazione rilasciata dal Segretario della FIOM a Sky TG 24, secondo il video pubblicato Landini avrebbe detto che “Renzi non è dalla parte degli onesti, chi lo sostiene non lo è”. Il caso è rimbalzato ovunque, Orfini del Partito Democratico l’ha attaccato su Twitter, ma dal palco, poi, lo stesso Landini ha cercato di riparare al danno fatto: Non ho mai pensato che Renzi non ha il consenso degli onesti. Ho detto e ribadisco che il premier non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano o che il lavoro lo cercano e che sono nella parte onesta del paese che paga le tasse. Non ho mai pensato, non è il mio pensiero, che chi non è d’accordo con la FIOM non è una persona onesta.” Ha poi scritto su Facebook: “Se non sono stato chiaro, me ne scuso e ritiro perché non ho intenzione di aprire polemiche assurde; invito però a non a usare dichiarazioni a volte infelici per aprire una discussione che non è sul merito dei problemi. Invito tutti a rispondere di quello che stiamo proponendo ed eventualmente di dire, se non sono d’accordo, perché.”

Intervista a cura di Luca Mullanu

Fotografia a cura di Serena Spennato

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.