Cinque Milioni di immigrati sono tanti, troppi. Possono bloccare un paese, rubare il lavoro a comuni cittadini, invadere le strade con prepotenza e mangiare alle spalle dei lavoratori”. Forse è per questo modo di pensare che Obama ha deciso di dar finalmente una svolta alle politiche in tema immigrazione, andando contro quella destra che teme così tanto per il suo Paese che il suo rappresentante Newt Gingrich (ex candidato alla nomination repubblicana ed ex presidente della Camera) non riesce a trovar una via di fuga. Obama sta proponendo una riforma importante, la più significativa degli ultimi 30 anni negli USA.

Gli immigrati vengono sfruttati, vorrebbero dar tanto ma non possono, sono limitati dalle leggi e dai quei permessi di soggiorno che non riescono ad ottenere. Obama accusa i repubblicani di aver bloccato una legge già passata al Senato e, tra la gioia degli immigrati, illustra nei dettagli la sua soluzione durante un discorso serale alla nazione dalla East Room alla Casa Bianca.

Come primo step il Presidente propone di far in modo che sia più semplice concedere visti per l’immigrazione, ordinare il flusso migratorio in modo da espatriare i fuorilegge, aiutare la gente onesta che è in America, bramosa di crearsi un roseo futuro e, infine, rafforzare le frontiere per eliminare il problema dei traffici illegali, remando così contro chi teme che con questa riforma l’ondata di immigrati possa aumentare. In sintesi: la riforma prevede un rimpatrio forzato non delle famiglie ma dei criminali, con un impatto particolare sul settore agricolo, evitando la cacciata di forse 250mila immigrati, facenti parte di quella fascia di poveri che negli States raggiunge quasi il milione di unità.

L’amnistia è vista quindi in negativo, concezione che ha portato i repubblicani a ricusare ed a alienarsi da questa turpe condizione. In effetti la base militante del partito repubblicano (Tea Party) che partecipa più attivamente alle primarie, protenderebbe addirittura per un procedimento di impeachment. Ma ci vuole un ordine, una legge che funzioni e così Obama continua con il suo discorso. Gli immigrati che hanno vissuto per più di cinque anni negli Stati Uniti o che sono genitori di un cittadino americano o di un titolare di permesso di soggiorno permanente otterranno un permesso di lavoro di tre anni, a condizione che siano rispettati i punti sopraelencati. Gli immigrati regolarizzati non saranno però in tutto e per tutto alla pari dei cittadini americani. Essi, infatti, non potranno usufruire della riforma sanitaria dell’Obamacare , dei buoni pasto, e del programma Medicaid, toccasana per le famiglie più disagiate.
Un’aria di riforma invade quindi gli USA che sperano, con la presenza di numerosissime minoranze etniche, di raggiungere quella luce in fondo al tunnel che fino a ieri sembrava così lontana, ma che oggi sembra fissata per le prossime elezioni 2016.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.