Continua il parapiglia interno al Partito Democratico campano dopo la svolta dovuta alle dichiarazioni a favore di un’alleanza con il Nuovo Centro Destra alle prossime elezioni regionali, le acque sembrano ancora molto mosse. A scardinare l’impostazione di qualche giorno fa arrivano le dichiarazioni esclusive e a caldo del segretario regionale Assunta Tartaglione: “A conclusione dell’incontro del Pd e delle forze civiche e di sinistra firmatari del manifesto per costruire la nuova Campania si registra che è stato fatto un passo avanti per la definizione programmatica per la costruzione di una alleanza di forze di governo alternativo alla esperienza fallimentare di Caldoro“.

Novità, quindi, che denota una lotta intestina tra chi vorrebbe provare a costruire una coalizione alternativa all’esperienza Caldoro e chi, come i renziani rappresentati dal consigliere regionale Lello Topo, vorrebbe l’alleanza con il partito di Alfano. Un patto di ferro con chi ha sostenuto fino ad oggi il governo regionale di centrodestra, per ripercorrere le stesse orme nazionali. Da Roma arrivano pressioni quasi tutti i giorni, si racconta, perché l’obiettivo dei renziani campani sarebbe quello di far saltare le primarie per ottenere il candidato unico da presentare con Ncd.

Non è d’accordo, quindi, Assunta Tartaglione, la quale, invece, avrebbe espresso la necessità dello svolgimento delle primarie cercando di aprire la coalizione a sinistra, negando, di fatto, un’alleanza con i sostenitori di Caldoro. Alla riunione segreta, quasi come un blitz improvviso in una giornata movimentata dallo sciopero nazionale della FIOM, hanno partecipato i rappresentanti di Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Partito del Lavoro, Sinistra in movimento e l’Associazione per il rinnovamento democratico. Sono tutti interessati alla costruzione di una coalizione che contrasti il centrodestra, sempre che “non ci sia l’accordo con il partito di Alfano”.

E allora il nodo da sciogliere sono le primarie, perché la Tartaglione, secondo indiscrezioni, sarebbe propensa a rinviarle, lavorando all’interno del partito e creando un dibattito all’interno della direzione campana del PD. La discussione pare essere complessa, viste le spinte che da Roma vorrebbero il Partito Democratico costruire subito l’alleanza con il Nuovo Centrodestra, in ogni caso il segretario regionale porrà la domanda: la sinistra offre un accordo per un governo di cambiamento, che fare? Dipende da cosa succederà alle elezioni regionali in Emilia, il banco di prova renziano per capire che direzione prendere. I quattro candidati alle primarie, quindi, sanno che la discussione è infuocata e le quote che le stesse si svolgano a gennaio scendono vertiginosamente. Ad aiutare paradossalmente la Tartaglione ci sarebbe la possibile scelta da parte del governo di rinviare il voto delle regionali al 17 maggio 2015, per cui si potrebbe prendere tempo. Tutto molto difficile perché secondo alcuni ci si muove borderline dato che regolamento alla mano, per far slittare le primarie ci vogliono i due-terzi dell’assemblea regionale.

Luca Mullanu