Questa domenica in Emilia-Romagna si andrà a votare per il rinnovo del consiglio regionale, in seguito alle dimissioni del Presidente della Regione Vasco Errani (condannato dalla Corte d’Appello lo scorso 8 luglio per falso ideologico), e Renzi non perde tempo per sponsorizzare il proprio candidato Stefano Bonaccini. Il clima di queste regionali non è dei più facili, tra lo scandalo delle spese pazze e l’alluvione del Po, il rischio è che vinca l’astensionismo. E proprio per questo il presidente-segretario non ha perso tempo, cercando di essere presente sul territorio anche con il pretesto di una serie di incontri istituzionali.

Oltre a Bologna, il premier ha visitato anche Parma dove ha avuto l’occasione di parlare con istituzioni ed imprenditoria locale. Ad attendere Renzi in questa tappa lavoratori precari, sindacati e antagonisti, che hanno colto l’opportunità per protestare contro il Jobs Act, in discussione oggi a Montecitorio. Durante il pomeriggio il rottamatore fiorentino ha dunque visitato tre grandi gruppi industriali: la Pizzarotti di Parma, la Dallara a Varano Megalari e la Barilla.

Il primo stabilimento a riceverlo è stato quello di Pontaro della Pizzarotti Costruzioni, dove Renzi ha partecipato ad un vertice con l’imprenditore Paolo Pizzarotti (in passato coinvolto nello scandalo Malpensa 2000) ed alcuni amministratori locali. Successivamente all’incontro della Dallara Automobili, il premier si è diretto verso la sala consiliare del Comune di Parma dove  ha tenuto venti muniti di colloquio privato con il sindaco Federico Pizzarotti. Sindaco che ha parlato positivamente del vertice, definendo “importanti”, le parole spese da Renzi in favore degli alluvionati. Infine la sottoscrizione del protocollo sull’alimentazione e la nutrizione patrocinato dalla Barilla, in vista di Expo 2015.

E proprio questa forse eccessiva attenzione del Presidente del Consiglio ai grossi imprenditori della regione, ha suscitato dei sindacati e degli antagonisti della città. Un gruppo formato da circa 60 persone, si è infatti riunito nei pressi del Consiglio Comunale, sede dell’appuntamento tra sindaco e premier, per dare vita ad una manifestazione non annunciata. Alla testa dei manifestanti i sindacati Fiom, Usb, Usi, il centro sociale Sovescio, rappresentanti di Rifondazione Comunista e anche la candidata alla presidenza della regione de l’Altra Emilia Cristina Quintavalla. Bandiere rosse, striscioni e cartelloni contro la precarietà e le politiche sul lavoro, capeggiavano la sfilata antigovernativa.”Matteo Renzi buffone, Marchionne è il tuo padrone”, recita il cartello appeso al collo di Antonella Stasi segretatorio generale della Fiom di Parma, che al Fatto Quotidiano  dichiara “il premier non è venuto qui per parlare dell’alluvione , non vuole confrontarsi con i sindacati e i cittadini, ma è qui solo per parlare con i Barilla, i Pizzarotti, i Dallara. Questo la dice tutta”. Manifestazione durante la quale non è mancata tensione:  la polizia ha infatti caricato un gruppetto di contestatori che ha cercato di sfondare il cordone di sicurezza, che presidiava il perimetro del comunale.

Il premier non ha mancato di commentare le polemiche, con la solita sicurezza: “Basta dire aziende contro i lavoratori. È corretto che ci sia un dibattito, delle critiche al governo. Ma non si deve dividere tra chi lavora e azienda. Di che stiamo parlando? La nostra storia di comunità dice che si lavora insieme”. Insomma: potete contestare quanto volete, ma noi abbiamo già deciso.

Antonio Sciuto