Dopo i rumors, dopo i tweet come al solito oscuri di Thom Yorke, c’è la conferma ufficiale: i Radiohead stanno lavorando per noi, per un nuovo album. L’ultimo definitivo? Speriamo di no.
Il chitarrista John Greenwood rompe gli induci e durante un’intervista per BBC Radio 1 afferma :
“Mentre sono qui gli altri stanno suonando e registrando.”
Non provate a domandarvi quale sia il percorso dell’album. Per chi conosce la band britannica, sa che rispondere a questa domanda è impossibile. Gli album dei Radiohead sono tutti diversi, esplorano sonorità vaste, dal semplice rock all’elettronica più disperata. Proprio l’elettronica è stata la cornice dell’ultimo lavoro che ha riguardato la sfera dei Radiohead, anche se prodotto dal solo Thom Yorke, uscito all’improvviso, il 26 settembre, ossia Tomorrow’s modern boxes. E adesso?
“Quando iniziamo mi sento sempre come se non sapessimo cosa fare esattamente”
Magari è proprio questa la fortuna dei Radiohead. Niente piani, niente regole, niente schemi. Imprigionano il caos in un CD.
“Principalmente succede che ogni volta che proviamo a fare come la volta precedente poiché aveva funzionato, non sembra mai funzionare. Per questo valutiamo approcci differenti, e attualmente ne stiamo esplorando un bel po’.”
E questa esplorazione fa parte di un progetto che dovrebbe terminare con l’annuncio ufficiale del tour mondiale che la band sta organizzando, probabilmente avremo l’ufficialità nei primi mesi del 2015.
Sarà interessante scoprire come verrà pubblicato questo album, dopo il particolare metodo di distribuzione adottato per In Rainbows (con le tracce scaricabili in formato digitale dal sito della band ad un prezzo a scelta del compratore, la prima band importante ad averlo fatto), per King of Limbs (inizialmente destinato solo al download nei formati MP3 e WaV) e per Tomorrow’s Modern Boxes (scaricabile solo tramite BitTorrent).
Le aspettative sono alte per la band di Oxford,che dovranno dimostrare ancora una volta di poter abbattere le barriere classiche e stare anni luce avanti rispetto a tutti, come dal 1992 ad oggi.

Diego Sbriglia