Tutto è pronto per l’inserimento della tassa più odiata dagli italiani nella bolletta dell’energia. Pagamento anche per le seconde case. All’interno dell’azienda, cambi al vertice: via la figura del direttore generale.

Se n’è discusso molto in questi ultimi mesi e dovrebbe essere effettivo in tempi brevissimi : il canone Rai sarà inserito nella bolletta per la fornitura dell’energia elettrica già a partire dal prossimo Gennaio 2015. Ma le novità non finiscono qui. A cominciare dall’importo, che sarà praticamente dimezzato (da € 113,50 a € 65,00) e dilazionato a cadenza mensile o bimestrale. Non ci sono buone notizie, invece, per i possessori di seconde case: il canone si dovrà pagare per ognuna di esse. La norma sarà inserita in un emendamento alla legge di stabilità che dovrebbe essere approvata dalle Camere nelle prossime settimane.

Una boccata d’ossigeno per la Tv di Stato ,che risente spesso dell’alta evasione della tassa, con picchi altissimi raggiunti al Sud: è previsto un aumento delle entrate, che raggiungeranno gli 1,8 miliardi. Se il provvedimento non dovesse passare si considererà persino l’inserimento del canone nella dichiarazione dei redditi.

Cambiamenti anche nell’assetto strutturale dell’azienda. Sparisce la figura del direttore generale, incarico attualmente ricoperto da Luigi Gubitosi, che sarà sostituito da un Amministratore Delegato che avrà gli stessi poteri di un Ad di una società privata,  mentre i componenti del Consiglio di Amministrazione scenderanno da nove a cinque, sempre eletti dal Parlamento. Infine, il Presidente sarà indicato dal cda ed eletto dalla Commissione di Vigilanza per la quale si sta ipotizzando la scelta dei membri attraverso una lista di nomi stilata da soggetti esterni ed autonomi, come l’Agcom, la Conferenza Stato-Regioni, la Corte Costituzionale, il Consiglio dei Rettori e i presidenti delle Camere. Una rivoluzione che consentirà alla Rai di essere meno condizionata dalle dinamiche politico-parlamentari: una sorta di processo di “depoliticizzazione” che serve per rendere l’azienda più indipendente ed autonoma.

Daniele Colantuono