Anche se a dominare è stato l’astensionismo, alle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria trionfa il centrosinistra. Stefano Bonaccini vince in Emilia Romagna, con il 49,05% dei voti, e Mario Oliverio in Calabria, con oltre il 60% dei consensi.

Dalle dichiarazioni di Bonaccini trapela un pizzico di insoddisfazione a causa della poca affluenza alle urne.

“Non si può essere soddisfatti di una partecipazione così bassa – afferma infatti il neo governatore –, sapevamo che avremmo pagato sia l’inchiesta sia il fatto che un pezzo di Pd ha voluto mandare un segnale. Adesso bisogna aprire una nuova stagione, abbiamo cinque anni per dimostrare che faremo bene”.

Continua dicendo che “c’è un pezzo dell’elettorato Pd che è rimasto a casa, e se fosse venuto avremmo avuto le percentuali delle europee. Perché comunque rimaniamo di gran lunga la prima forza”.

Lavoro, lavoro, lavoro: è questa la priorità del nuovo presidente. Tornare alla piena occupazione, con supporto concreto e incentivi alle imprese che investono, sui giovani in particolare, con un occhio di riguardo ai 122 mila giovani che oggi non studiano e non lavorano. “Creare nuova e buona occupazione perché lavoro significa dignità della persona, libertà, piena realizzazione e riconoscimento di talenti, passioni e capacità”.

Modenese, classe ’67, il neo-presidente regionale fino a qualche anno fa era noto solo a chi si interessava alla politica emiliano-romagnola. Dal 2009 si muove nel più ampio spazio delle politiche regionali, diventando segretario regionale del Pd. Partito come bersaniano, ora renziano, Bonaccini fece parlare di sé come possibile candidato a sindaco di Modena.

Dai toni più entusiastici è il commento del vincitore calabrese:

“E’ stato un risultato straordinario – ha detto Oliverio – ed il consenso largo che i calabresi ci hanno tributato rappresenta un grande atto di fiducia”.

“Per rimettere in piedi la Calabria – continua – metteremo in atto la determinazione necessaria, con le riforme che la situazione richiede, a partire dall’utilizzazione delle risorse comunitarie per creare lavoro, sostenere le imprese e rilanciare l’economia. Ci metteremo subito al lavoro perché la Calabria non può attendere. E lo faremo a partire dall’incontro con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi il 28 novembre in occasione della sua già programmata visita in Calabria”.

Cambiare la Calabria, ridare fiducia al popolo calabrese ormai disilluso dalla cattiva politica, e ribellarsi all’omertà che regna sovrana. La lotta alla ‘ndrangheta ed il ritorno alla legalità è il primo passo per rimettere in piedi questa terra ormai in ginocchio.

Politico coi fiocchi, Oliverio ha ricoperto le più disparate cariche istituzionali e all’interno del partito. Cresciuto nella culla del Pci, è stato sindaco di San Giovanni in Fiore e poi deputato per quattro legislature consecutive, dal 1992 al 2006. Segretario della Federazione provinciale di Cosenza dei Democratici di sinistra e Presidente della Provincia di Cosenza per due mandati, si è distinto per i numerosi provvedimenti presentati a favore del Mezzogiorno.

Martina Barca