Nonostante negli ultimi giorni la concentrazione si sia spostata sull’esito delle elezioni Regionali in Calabria ed Emilia Romagna, tiene banco la querelle fra FIOM e PD. Lo scontro si è acceso, e sulla questione degli “onesti” non tardano ad arrivare anche le risposte da parte degli esponenti di spicco del Partito Democratico. Maria Elena Boschi non sembra voler dare inizio ad una tregua, e getta benzina sul fuoco della lotta fra Governo e sindacato, rivendicando l’azione sia dell’Esecutivo che del Partito stesso.

“Questo governo, che ha istituito un’autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, non accetta lezioni di moralità da nessuno”. Questa la dichiarazione a margine di un convegno a Firenze, in cui ha presenziato il Ministro delle Riforme, in risposta al numero uno della FIOM, Maurizio Landini, che in un’intervista del Fatto Quotidiano, aveva attaccato Renzi dicendo “Non fa nulla contro i disonesti”.

Il Ministro Boschi ha poi proseguito dicendo:”Credo che Landini stia spostando lo scontro sul piano ideologico perché nel merito del Jobs Act ha poco da dire. noi abbiamo presentato un piano che estende le tutele, estende gli ammortizzatori sociali e introduce forme che eliminano il precariato. Nel merito c’è poco su cui ribattere. Quindi si sposta l’attenzione su un altro piano”.

E riguardo le divisioni all’interno del PD ( liberoquotidiano.it ha parlato di una cena fra esponenti vari della minoranza PD, fra i quali anche Pierluigi Bersani, Stefano Fassina, Pippo Civati, esponenti di SEL del calibro di Nichi Vendola e Nicola Fratoianni, e lo stesso segretario FIOM Landini), la Boschi è sicura:“Non c’è alcun rischio di scissione, a mio avviso. E non ci sarebbe né nel caso di fiducia, né nel caso in cui la fiducia non venisse posta, come è probabile”. Quanto alle regionali, la Boschi ha dichiarato:“Non sono un test per il Governo, non è un referendum”.

Pier Gaetano Fulco