Un medico italiano, membro della ONG Emergency, ha contratto il virus dell’ebola in Sierra Leone. Ad annunciarlo è stato il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, tenendo tuttavia a specificare che «il nostro medico sta bene, non ha avuto febbre o altri sintomi durante la notte. Stamattina ha fatto colazione e continua a bere in maniera autonoma, esprimo la mia vicinanza a lui e alla famiglia e assicuro che il governo italiano tutto è al fianco del nostro connazionale».

L’ospedale presso il quale il medico verrà ricoverato è il Lazzaro Spallanzani di Roma, istituto di nazionale di malattie infettive, mentre l’equipe che si occuperà del caso sarà guidata dall’infettivologo responsabile dell’unità di crisi, Nicola Petrosillo, e dal dottor Emanuele Nicastri.

Intanto anche da Emergency, ONG fondata da Gino Strada, sono partite le prime rassicurazioni. Il medico, impiegato presso il Centro per malati di Ebola di Lakka, in Sierra Leone, è tutto sommato in buone condizioni di salute, nonostante abbia contratto il temibile virus.

Per quanto riguarda l’arrivo e il trattamento riservato al paziente, il tutto è stato condotto tramite la collaborazione dei Ministeri della salute e degli esteri, organizzando una evacuazione sanitaria. La Lorenzin, inoltre, fa sapere che «l’arrivo in Italia è previsto durante la nottata. Sono state predisposte tutte le misure per garantire il trasporto ad alto biocontenimento e il ricovero del paziente in massima sicurezza e iniziare tempestivamente il trattamento clinico».

C’è da specificare che, oltre ai Ministeri della salute e degli esteri, nell’operazione per garantire al medico le cure migliori sono intervenuti anche la Presidenza del consiglio, il Ministero degli interni e quello della difesa.

L’ottimismo dunque è alto, la concentrazione anche, ma da Emergency fanno comunque sapere che la situazione non è da prendere sottogamba. «Nessun intervento sanitario in un’epidemia così grave può essere considerato completamente privo di rischi» specificando che «in Sierra Leone, ad esempio, la situazione è drammatica: l’epidemia continua a espandersi con oltre 100 nuovi casi al giorno». Inoltre hanno ragione di ritenere che i malati d’ebola sarebbero molti di più dei 5000 stimati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Una vera e propria catastrofe, quindi.

Ad ogni modo, nel frattempo, non verranno rilasciati dichiarazioni o comunicati di alcun tipo, il tutto «nel rispetto della privacy del collega e della sua famiglia».

Maria Stella Rossi