Il giudizio di conformità ai piani di rientro concordati sulle leggi di stabilità dei paesi dell’Eurozona, sottoposte ai capi di gabinetto della Commissione, slitta di un paio di giorni e sarà reso pubblico venerdì prossimo (anziché mercoledì) a causa di una troppo fitta agenda che renderebbe superficiale la capacità di giudizio della Commissione. Il giudizio più atteso riguarda la legge di previsione di bilancio francese, che continua a non rispettare i parametri stabiliti in concerto con l’Ecofin sul rientro del deficit strutturale, anche se al momento risulta poco credibile l’ipotesi di infrazione ed il conseguente commissariamento che azzererebbe la sovranità economica dei transalpini. Scontato invece il giudizio riguardante la legge di stabilità presentata dall’Italia che ha già ottenuto il parere positivo della Commissione, la quale ha deciso di incentivare il lavoro del Governo sulle riforme e ha riconosciute le circostanze eccezionali che si sono presentate nel 2014 e che non hanno consentito la riduzione del rapporto deficit/pil.

Questo sembra dunque essere il nuovo concetto di flessibilità adottato dalla Commissione e dal suo presidente, il lussemburghese Jean Claude Junker, in seguito ai risultati elettorali di Maggio scorso che hanno sancito l’inizio di un nuovo corso della politica economica europea, corso che sarà caratterizzato (come anticipato da Junker stesso) da un nuovo piano di investimenti da 300 miliardi di Euro, il cui finanziamento da parte dei singoli stati potrebbe non rientrare nella definizione del deficit strutturale, anche se sulla questione i falchi rigoristi del Nord Europa sembrano avere ancora voce in capitolo e molto dipenderà dalla posizione che si deciderà di assumere nei confronti della Francia. Un’altra partita fondamentale per il futuro dell’Unione riguarderà i criteri di scelta dei progetti da finanziare attraverso il sopracitato fondo, sono state infatti presentati progetti per 1100 miliardi di Euro (anche se mancano ancora i progetti di Germania, Olanda e Portogallo) con l’Italia prima della lista con richieste di finanziamento per 90 miliardi di Euro, su questo e su come verranno finanziati questi progetti si discuterà nel consiglio Ecofin di mercoledì prossimo.

Il prossimo appuntamento con  la Commissione e la sua capacità di giudizio è quindi previsto nel mese di Marzo, dopo la pubblicazione delle previsioni economiche primaverili in base alle quali verranno valutate le contromisure alla recessione messe in atto dai singoli governi nazionali. Il Governo e Padoan hanno quindi quattro mesi di tempo per concludere il lungo e tormentato percorso delle riforme, nella speranza che la loro efficacia sia abbastanza tempestiva da invertire l’andamento degli indicatori macroeconomici e delle previsioni sull’andamento dell’economia che da questi derivano.

Marco Scaglione