Raramente un franchise sceglie di superare le sei o sette pellicole, ed è altrettanto difficile che ognuno dei nuovi capitoli registri un successo maggiore rispetto ai film precedenti. Evidentemente le macchine, i muscoli, l’azione e l’adrenalina di “Fast & Furious” costituiscono un’eccezione.

È notizia recente che la presidentessa della casa di produzione Universal, Donna Langley, ha dichiarato che, dopo il settimo capitolo della saga in uscita ad aprile (in cui Jason Statham vestirà i panni del cattivo contro Vin Diesel), ci saranno almeno altri tre film, considerando che il box office ha registrato addirittura continui aumenti anno dopo anno.

Fast & Furious
Poster del quinto episodio della saga di “Fast & Furious”.

Ma al di là dello strapotere delle vicende di Dominic Toretto e della sua squadra, come si relaziona il pubblico, in generale, a storie protratte così a lungo negli anni? Qual è il risultato cui giungono le produzioni di saghe/serie cinematografiche?

Guardando a casi concreti nella storia della cinematografia, recente ma non solo, la risposta sembra essere una sola: quale che sia il pensiero della critica, nella stragrande maggioranza dei casi la buona riuscita di idee di sviluppo del genere è più che garantita.

Questo essenzialmente perché si parte sempre da una pellicola iniziale, anche detta capostipite, che si è rivelata un successo e implica un certo numero di sequel, prequel o spin-off.

Posto di fronte a una saga coinvolgente, con una grossa trama generale che si articola nei vari episodi arricchendosi di dettagli, nuove scoperte e colpi di scena, lo spettatore si fidelizza, e attende con entusiasmo l’uscita del prossimo capitolo.

Gli esempi sono numerosissimi, e riguardano differenti generi cinematografici e i personaggi e le storie più diverse.

I 6 film di “Rocky” e “Star Wars”, serie cominciate entrambe alla fine degli anni settanta, sono due modelli di riferimento se guardiamo a una cinema non troppo datato. Le gesta del pugile Rocky Balboa sono arrivate nelle sale in un arco temporale di quarant’anni, mentre la creazione di George Lucas ha solo una data di inizio, il 1977, poiché le due trilogie finora prodotte saranno presto affiancate da almeno tre nuovi spin-off.

Non possiamo non citare poi i cyborg e gli androidi dei quattro film di “Terminator” (1984 – 2009), la serie di commedie per ragazzi “American Pie”, che ha avuto inizio nel 1999, i sette film thriller/splatter dedicati al serial killer Jigsaw, o la trilogia de “Il cavaliere oscuro” di Christopher Nolan realizzata tra il 2005 e il 2012.

Importanti franchise sono stati realizzati a partire da opere letterarie e romanzi: dalla penna di Robert Ludlum arrivano, ad esempio, le avventure della spia Jason Bourne, mentre la trilogia di “Jurassic Park”, che ha incassato più di due miliardi di dollari e che nel 2015 vedrà l’aggiunta di un quarto episodio, arriva dalle opere fantascientifiche dello scrittore Michael Crichton.

Il Signore degli Anelli” è la serie cinematografica che ha vinto più premi Oscar in assoluto, ben 17 statuette su un totale di 30 candidature. La saga si è inoltre arricchita di prequel con un’altra trilogia, “Lo Hobbit”, ancora una volta tratta dai romanzi di J. R. R. Tolkien, sempre per la regia di Peter Jackson.

Il Signore degli Anelli
Wallpaper sulla saga ideata da J. R. R. Tolkien.

Infine, la saga di “Harry Potter”, dalla creatività della scrittrice britannica J.K.Rowling, si compone di otto film fantasy. Da “Harry Potter e la Pietra Filosofale” (2001) a “Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2” (2011) la saga ha incassato circa 7,7 miliardi di dollari (senza contare l’inflazione, altrimenti si sforerebbero gli 8 miliardi), divenendo la saga con il miglior incasso di sempre.

L’equazione “serie cinematografica uguale successo” sembra, ormai da qualche decennio, più che mai valida. Quale sarà il destino del mio eroe preferito? La trasposizione del prossimo libro della mia saga cult sarà fedele al testo e altrettanto magica? Le maggiori case di produzione di tutto il mondo sanno che il trionfo cinematografico si nasconde spesso nella bravura e nella capacità di offrire risposta a tali interrogativi, cercando di soddisfare fan che, ansiosi, sono in attesa di un nuovo capitolo.

Marco Passero