La Bestia Carenne è un progetto musicale che nasce nel 2011 con l’ EP Ponte, disco registrato nell’omonimo comune del beneventano, e che getta le premesse per quella che sarà la successiva evoluzione della band, che passa anche per un cambio di line-up. Ponte è un nome quanto mai azzeccato per il primo lavoro del gruppo in questione, perché stabilisce una prima connessione con quelle che erano le individualità che formavano il gruppo, artisti e cantautori che portavano un bagaglio di esperienze musicali diverse ed eterogenee, e che per la prima volta andavano a mescolarsi insieme, per amalgamarsi in quella che è stata senza dubbio un’ottima presentazione per la band.

Nel 2013, dopo un paio di anni passati a suonare in giro per il bel paese, cominciano le registrazione del primo LP ufficiale, Catacatassc’, uscito questo novembre sotto l’etichetta discografica BulbArtWorks. Il titolo dell’album affonda le mani nel retroterra culturale campano ed esprime tutta la genuinità ed il fascino di questo lavoro: Catacatassc’ è un termine dialettale del sud della Campania. Gli abitanti di quella che una volta era la Lucania chiamano così le lucciole, quegli insetti  notturni che emettono luce e sembrano fiammelle, che s’illuminano ad intermittenza, apparendo come una piccola favilla nel buio e che hanno accompagnato i quattro artisti durante le registrazioni a Sant’Agata dei Goti.

Questa suggestione è evocata con forza dall’immagine che fa da copertina all’album, in cui un punto caldo di colore emerge dallo sfondo scuro e confuso, catturando lo sguardo dello spettatore e mostrandogli il percorso artistico e musicale che sta per percorrere nel momento in cui decide di ascoltare questo disco. Un sentiero che si apre con la title track, uno strumentale di matrice folk, in cui si sentono sfumature provenienti dalla tradizione della musica popolare del sud Italia, grazie anche alla presenza di diversi strumenti tradizionali, che si incrociano e si uniscono su un tessuto armonico fatto di chitarre dissonanti.

Artwork - Adriana Caccioppoli
Artwork – Adriana Caccioppoli

Come l’insetto che dà il nome al disco, Catacatassc’ è un album che brilla ad intermittenza. La lucciola, di tanto in tanto si spegne, per tornare a brillare poco dopo, ma di luce nuova. Il disco presenta nella tracklist due intermezzi, che spezzano il ritmo e permettono di passare da una tematica all’altra. Pur non essendo un concept album infatti, l’opera in questione presenta una disposizione delle tracce non casuale, ma ragionata seguendo un ordine in cui i pezzi partono da un registro più allegro e festoso, ma anche più dissonante e sperimentale, per poi alleggerirsi in ritmi più orecchiabili ed infine attestarsi su tinte malinconiche nella fase conclusiva, chiudendo con un ballata, Cadillac, dolce come una carezza, che assume il tono di un commiato: le nostre quattro bestie, dopo aver dato scena ad una festa folkloristica e popolare allegra e genuina, ci salutano nostalgicamente.

Le liriche surreali ed a tratti strampalate sono da sempre un marchio di fabbrica de La bestia Carenne. I testi sono diretti e colloquiali, nella tradizionale schiettezza del folk, toccando a volte momenti di poesia, come ad esempio nella suggestiva Toccare, ma non risultano mai sopra le righe e non si lasciano mai andare a retorica banale. Catacatssc’ è un album che parla di momenti e di persone (come Billy il mezzo marinaio,o il ferroviere, ed ancora Vysotskij e Jeanne), che in questa dimensione divengono allegorie ed occasioni per raccontare una storia ed esprimere un’idea.

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Il vero punto di forza del disco sono però gli arrangiamenti, davvero molto ispirati. Il disco è classificabile nel folk, ma in realtà spazia in tantissimi generi diversi, muovendosi dalla musica popolare al country di Tranksey, passando per il gipsy e la milonga, con qualche spruzzo di jazz e qualche nota di rock, fino anche al tributo al cinema western ed a Ennio Morricone di Una macchina trasversale, primo singolo estratto dall’album e del quale è stato prodotto anche un video molto originale, legato ancora all’ambiente dei cowboy e della vecchia America.

Le influenze del cantautorato nostrano sono evidenti, soprattutto di artisti come Capossela e De Andrè, come anche l’ispirazione presa dai songwriters di oltreoceano, ma questi sono rielaborati in maniera intima e personale. La bestia Carenne non si lascia etichettare e classificare, perché a chi ha talento una categoria sta decisamente stretta. Preferiscono suonare ciò che gli piace, prima di pensare all’esigenza del pubblico, e questa passione è tangibile in tutte le tracce di questo lavoro.

Catacatassc’ è un disco da non perdere, sia per l’appassionato di folk, che per chi apprezza la musica d’autore, ma soprattutto per chi cerca l’arte in un prodotto nuovo e genuino, che lascia ben sperare per il futuro, perché i nostri hanno sicuramente ancora molto da dire!

Voto:8/10

Formazione: Paolo Montella, Antonello Orlando, Giuseppe di Taranto, Giuseppe Pisano

Lorenzo Di Meglio