Da più di cinque anni la Biblioteca di Lettere e Filosofia della Federico II di Napoli è stata ormai svuotata dei suoi volumi e al suo posto sono rimasti solo scaffali e vecchi oggetti in disuso; il problema è che tra questi oggetti c’è anche una enorme quantità di libri. Si stima che i volumi ad oggi presenti nella biblioteca siano più di diecimila. Il criterio per cui alcuni libri sono rimasti a Via Porta di Massa 1 è – a detta dell’Università – quello di lasciare lì soltanto i volumi ritenuti doppioni di quelli custoditi alla BRAU, i cosiddetti “bis”.

In effetti il motivo dello svuotamento della biblioteca è proprio la costituzione del nuovo polo bibliotecario di area umanistica, la BRAU (Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica), con sede in Piazza Bellini. La biblioteca è nata il 26 gennaio 2009 per accogliere al suo interno il grande patrimonio della facoltà di Lettere e Filosofia della Federico II: vi si possono trovare infatti classici, monografie, periodici, persino videocassette, cd-rom e cd audio, tutti di argomenti umanistici o affini.

Ma alla costituzione della nuova biblioteca non è conseguito un adeguato riutilizzo degli spazi in precedenza occupati nella vecchia sede, che sono oggi in stato di abbandono, oggetto di una autogestione da parte degli studenti da quando questi occuparono quei luoghi nel 2010. Tra quegli ambienti, giacciono scaffali colmi di libri e scatoloni che non sono mai stati spostati, il cui contenuto è stato solo recentemente indagato da un gruppo di studenti che volontariamente hanno deciso di farsi carico della situazione.

Dallo scorso lunedì, infatti, gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia hanno stabilito di incontrarsi periodicamente nella vecchia sede della biblioteca per spostare, catalogare e riorganizzare il folto complesso librario lì in disuso. L’obiettivo è quello, almeno per i primi tempi, di riuscire a godere del patrimonio di libri per tesi, dottorati e ricerche scientifiche di ogni genere, rispondendo così in maniera faticosa ma almeno collaborativa al grande disagio dell’abbandono dei libri, che fino ad oggi hanno versato in uno stato di incuria degenerante, speculare all’indifferenza di chi, per competenze amministrative e obblighi morali, dovrebbe occuparsene. Niente vieta ovviamente – e anzi è quella la speranza – che  una presa di posizione così netta da parte degli studenti richiami l’attenzione di questi ultimi.

Giulia Battinelli

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