Matteo Salvini alle ore 7.55 di ieri ha scritto questo post sulla sua pagina facebook e, da allora, è stato in ogni trasmissione della mattina addirittura più che durante la lunghissima campagna elettorale qualora fosse possibile.

Così esordisce ad Agorà alle 9 di mattina “Risultato storico. Fossi in Renzi, mi preoccuperei” ed ha ancora la forza, dopo solo 4 ore di sonno, di registrare una puntata di “Porta a porta” alle 17 di pomeriggio tuonando “Il patto del Nazareno visto dal centrodestra è una follia. Renzi è un pericolo pubblico per l`economia italiana”. L’ultimo messaggio non sembra destinato al premier bensì ai parenti serpenti di Forza Italia che hanno incassato l’8% rispetto al 19 della Lega, la quale ha superato il risultato storico del 13% del 2010.

L’ altro Matteo, così i suoi definiscono Salvini, è un rullo compressore ed intraprende un duro botta e risposta a suon di tweet con Renzi che ritiene “secondaria la scarsa affluenza”, mentre il leader del Carroccio ribatte “È assurdo come certa sinistra disprezzi la partecipazione popolare”. Il primo obiettivo è allargare la base elettorale per lanciare la sfida al Primo Ministro e, per questo, si terranno due incontri per discutere di economia e parlare di: riduzione delle tasse; detrazioni fiscali; aliquota unica a famiglie e imprese. Un incontro si terrà il 13 dicembre a Milano, l’altro nel Sud Italia ma non si conoscono luogo e data. Sì, proprio così, nel Meridione tanto disprezzato dalla Lega di Bossi che ora è un dichiarato obiettivo elettorale al punto che era già pronto il nome “Lega dei popoli”, salvo rendersi contro che il nome del segretario nazionale è un brand da sfruttare quindi il nome sarà “Lista Salvini” o qualcosa di somigliante. Molti ricorderanno le maglie “Prima il Nord” che indossava l’attuale numero uno leghista ma gli Italiani sono un popolo che dimentica tutto rapidamente, si sa, quindi via alla “conquista del sud”. Ma c’è bisogno di forzare i tempi affinché l’operazione non appaia come esclusivamente elettorale e raccolga il solito zero e qualcosa percentuale, come ai tempi di Bossi quando si lanciavano iniziative simili e poco credibili a cavallo delle elezioni.

Ormai il leader della Lega è solo lui, “Matteo”, e si capisce quando Maroni lo benedice, Calderoli lo incita, Umberto Bossi lo sostiene da sempre, Tosi e Zaia fan la fila per congratularsi, ma non gli basta. L’obiettivo non dichiarato è prendere il centrodestra per affrontare a visto aperto il Matteo del PD e davanti ai microfoni afferma “Il patto del Nazareno è una follia, lo stanno capendo anche i berluscones, speriamo che il dibattito fra loro si avvii in maniera rapida” ma in privato ammette di contare sulla lunga durata dello stallo di Forza Italia. Ed è quasi certo che sarà così perché consapevole che il vero obiettivo di Berlusconi è quello di scegliere il nuovo Presidente della Repubblica assieme a Renzi. Alla domanda “Lei vuole diventare il leader del centrodestra alle prossime elezioni?”, risponde “No, ci sono tanti nomi e il capo politico sarà scelto dal popolo. Se poi resta solo il mio nome..”. Intanto si concede il lusso di dire “Berlusconi ancora non l’ho sentito. Lo sentirò più tardi o in questi giorni. Ci sarà modo”. Apre a tutti i partiti di destra per le elezioni ma chiude a Ncd dicendo “Basta essere la stampella del Governo Renzi” e rincara la dose “Se Renzi vuole il voto in primavera siamo pronti ma non mi appassiona il derby di aver vinto in casa contro Berlusconi o di aver superato Grillo”.

In ogni trasmissione ribadisce il risultato storico e chiosa “Fossi in Renzi, comincerei a preoccuparmi”, mentre in privato dice “Fossi in Berlusconi, mi preoccuperei ancora di più”. 

Ferdinando Paciolla