Casalnuovo di Napoli – Sì alle ristrutturazioni nel centro storico, ma non per le imprese in odore di camorra.

Con una delibera approvata nel corso dell’ultima seduta, il Consiglio Comunale di Casalnuovo ha approvato lo schema di convenzione ai sensi dell’art. 9 comma 2 del Testo Unico dell’Edilizia per la realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia, senza incrementi di volume e superficie, in zona “A”, interventi già possibili nelle altre parti della città e all’interno dello stesso centro storico sui fabbricati più recenti.

Finalità dell’atto è quella di rimuovere gli ostacoli burocratici al reale risanamento del tessuto edilizio della parte più degradata della Città, che negli ultimi anni è stata interessata da numerosi episodi di crolli di edifici pericolanti,  che hanno portato alla adozione di circa una ventina di ordinanze sindacali contingibili e urgenti solo a partire dal 2012. Crolli determinati proprio dal cattivo stato di conservazione di edifici non recuperabili se non attraverso interventi di ristrutturazione edilizia.

Per prevenire il rischio che insieme a fabbricati  fatiscenti possano essere trasformati anche edifici con valore storico o architettonico, il Consiglio ha stabilito che tutti gli interventi debbano essere assentiti esclusivamente con Permesso di Costruire e che per i fabbricati più antichi debba in ogni caso essere acquisito il parere della Soprintendenza.

La proposta firmata dal Vicesindaco Andrea Orefice e approvata dal Consiglio prevede, inoltre, che per potere ottenere l’autorizzazione edilizia il richiedente debba impegnarsi non solo a praticare prezzi di vendita e canoni di locazione calmierati, ma anche a denunciare alle Autorità competenti eventuali tentativi di estorsione.

Prima del rilascio del Permesso l’Ufficio Tecnico dovrà inoltre richiedere alla Prefettura le informazioni antimafia sul conto sia dei richiedenti che della ditta incaricata dei lavori e nessuna autorizzazione potrà essere rilasciata in caso di informazioni negative.

Si tratta di una sorta di protocollo di  legalità mutuato dagli appalti pubblici, che non ha precedenti nel settore della edilizia, ma che nel Comune di Casalnuovo viene già applicato in virtù di una circolare emanata dallo stesso Assessore Orefice all’inizio del mandato.

Siamo convinti di avere operato una scelta equilibrata che migliorerà il nostro territorio – ha dichiarato l’assessore Orefice nel lungo intervento in Consiglio Comunale – giacché abbiamo contemperato tutti gli interessi in gioco: abbiamo introdotto uno strumento trasparente di regolamentazione degli interventi di ristrutturazione in zona “A”, creando i presupposti per un circuito virtuoso che consentirà la riqualificazione del tessuto edilizio del centro storico, oggi versante in condizioni fatiscenti, ma parallelamente abbiamo mantenuto il controllo dell’attività edilizia nella parte antica della Città, stabilendo che ogni intervento debba essere attentamente vagliato dall’Ufficio Tecnico, e che per i fabbricati  più antichi o di valore architettonico debba essere acquisito il parere della Soprintendenza. In ultimo ma non per ultimo, abbiamo colto l’occasione per introdurre clausole di legalità nella convenzione che dovrà essere sottoscritta dal richiedente, in modo da tenere fuori la camorra dalle opportunità economiche che si apriranno per gli operatori del settore, affinché della nostra scelta non si avvantaggino le persone sbagliate”.